Sono passati otto anni dalla notte tra il 22 e il 23 dicembre 2016, quando nel piazzale della stazione di Sesto San Giovanni venne ucciso Anis Amri, l’attentatore dei mercatini di Natale a Berlino.
L’attentato di Berlino: 13 morti e 56 feriti
Qualche giorno prima, il 19 dicembre 2016, a Berlino un autoarticolato piombò sulla folla che durante la serata stava passeggiando tra i mercatini di Natale. Il camion, di proprietà di una società di trasporto, venne dirottato nel pomeriggio e poi utilizzato per compiere la strage in cui persero la vita in totale 13 persone, tra cui il guidatore della società di trasporto, ucciso dall’attentatore mentre provava a fermare l’attacco. L’attentato, in cui rimasero ferite altre 56 persone, venne poi rivendicato dall’Isis.
L’arrivo a Sesto San Giovanni e il controllo di polizia
A guidare il camion Anis Amri, 24 anni compiuti il giorno prima della sua uccisione. Di origine tunisina, secondo la sua famiglia il giovane era stato radicalizzato in carcere in Italia, dopo il suo arrivo nel 2011 a Palerno appena maggiornne. Dopo essere scappato da Berlino, arrivò a Sesto San Giovanni, e nella notte tra il 22 e 23 dicembre camminava da solo nel piazzale della stazione di Sesto Fs, probabilmente in attesa di qualcuno. In quel momento, intorno alle 3 del mattino, una pattuglia della polizia di Stato lo fermò per un normale controllo. A bordo dell’auto erano presenti il capopattuglia Christian Movio e l’agente in prova al Commissariato di Sesto San Giovanni Luca Scatà. Movio chiese al sospettato di svuotare il contenuto dello zaino e, impaurito, Amri estrasse dalla giacca una pistola già carica e pronta all’uso per sparare contro gli agenti che, in risposta, apriprono a loro volta il fuoco, freddandolo. A premere il grilletto fu propro Scatà, l’agente in prova, mentre Movio venne ferito a una spalla. Dopo alcune indiscrezioni, solo nel corso della mattinata del 23 dicembre arrivò la conferma definitiva sulla sua identità.
Nel 2024 l’addio a Luca Scatà e il ricordo della ‘sua’ Sesto
La storia dell’uccisione dell’attentatore di Berlino nel piazzale della stazione di Sesto San Giovanni è tornata di stretta attualità nel 2024. Il luglio scorso, a 35 anni, Scatà è morto, portato via da un male incurabile. Medaglia d’oro al Valore Civile, la città di Sesto San Giovanni si è immediatamente mossa per ricordare il suo eroico gesto nella notte tra il 22 e il 23 dicembre 2016: «Sono felice di annunciare che abbiamo approvato la delibera per intitolare il nuovo commissariato di polizia a Sesto San Giovanni all’eroe nazionale Luca Scatà – aveva dichiarato il sindaco di Sesto San Giovanni Roberto Di Stefano -. Intitolare il nuovo commissariato a Luca Scatà non è solo un riconoscimento per il suo straordinario coraggio e senso del dovere, ma anche un modo per onorare la sua lotta personale contro il cancro. Il commissariato sorgerà vicino alla Città della Salute, simbolo di progresso scientifico e medico, unendo così il valore della difesa e della protezione del territorio alla speranza di nuove cure e terapie».


