Aveva suscitato polemiche la presunta decisione di Regione Lombardia di riconvertire l’ospedale di Sesto San Giovanni riservandolo ai soli pazienti malati di Covid. L’ipotesi, avanzata dal consigliere regionale dal Pd Pietro Bussolati, era stata smentita dall’assessore al Welfare Giulio Gallera e, in seconda battuta, dal sindaco di Sesto Roberto Di Stefano. Nuovi dubbi, però, tornano ad aleggiare sulla questione. Secondo quanto riportato dal quotidiano online Milano Today ieri alcuni consiglieri regionali della maggioranza hanno chiesto ,con una interpellanza , chiarimenti allo stesso Gallera. In Consiglio regionale infatti è stata depositata una “interrogazione a risposta scritta”. Il documento porta la firma di : Roberto Anelli, capogruppo della Lega in Consiglio regionale, e dei colleghi di partito Max Bastoni, Silvia Scurati e Gianmarco Senna, di Viviana Beccalossi del gruppo Misto, di Manfredi Palmeri di Energie per l’Italia, di Franco Lucente di Fratelli d’Italia, di Giacomo Cosentino della lista Fontana presidente, di Paolo Franco di Cambiamo e di Marco Alparone, esponente di Forza Italia, lo stesso partito di Gallera. Sempre stando a quanto riportato da Milano Today, in caso di declassamento del nosocomio di Sesto, in città l’unico presidio a restare a disposizione sarebbe la Multimedica di via Milanese. Pronto soccorso, rianimazione e sale operatorie traslocherebbero al Bassini – gestito sempre da Asst Nord Milano – mentre punto nascite e ostetricia si sposterebbero al Niguarda. In questo, però, il Bassini si troverebbe con un surplus di medici. A quel punto, quelli in esubero, sarebbero dirottati verso Niguarda per coprire i colleghi spostati a loro volta all’ospedale in Fiera a Milano. In conclusione, allo storico ospedale di Sesto resisterebbe il pronto soccorso per 12 ore. Ma soltanto con 2 infermieri, per i pazienti che arrivano a piedi e senza possibilità di accettare le ambulanze di Areu, gli ambulatori di oncologia per le visite e i tre reparti Covid. “Anche in questo caso, però, – si legge su Milano Today- potrebbe esserci qualcosa che non torna: i medici chiamati a vigilare su una cinquantina di pazienti positivi – ricoverati nei reparti ordinari – sarebbero un paio, non di più. E soprattutto, in caso di peggioramento delle condizioni, a Sesto non ci sarebbero posti di terapia intensiva pronti ad accogliere i malati e sarebbe molto complicato trasferirli”. A Sesto la questione ospedale è più che mai attuale. I cittadini sono preoccupati per le sue sorti. Qual è la verità?


