La Legge di Bilancio 2024 introduce cambiamenti importanti sui fringe benefit. L’art. 1, comma 16, aumenta per il 2024 la soglia di esenzione fino a 1.000 euro per i dipendenti senza figli a carico e a 2.000 euro per i dipendenti con figli a carico. Oltre ai beni e ai servizi, i datori di lavoro potranno anche rimborsare le spese per le utenze domestiche, l’affitto e gli interessi del mutuo sulla prima casa.
La Legge di Bilancio 2024 prevede l’esenzione fiscale per i datori di lavori, indipendentemente che siano imprenditori, professionisti o enti non commerciali, consentendo loro di offrire fringe benefit e deducendo interamente i costi sostenuti dal reddito.
La norma si applica ai titolari di redditi di lavoro dipendente e assimilati, ma con una differenza significativa. I fringe benefit, nel 2024, saranno esenti dal reddito del dipendente fino a 1.000 euro per dipendenti senza figli a carico e fino a 2.000 euro per quelli con figli a carico.
Questa differenza, introdotta dal Decreto Lavoro nel 2023, aveva già previsto per quell’anno un’esenzione fino a 3.000 euro per i lavoratori con figli, ribattezzata Bonus 3.000 euro dipendenti, includendo il rimborso delle bollette. Per chi non ha figli la soglia rimaneva invece a 258,23 euro senza coprire le utenze.
L’esenzione fino a 2.000 euro annui può essere concessa interamente ad ogni genitore che abbia un lavoro da dipendente, anche con un solo figlio fiscalmente a carico di entrambi, permettendo così al nucleo familiare di beneficiare di fringe benefit esenti fino a 4.000 euro complessivi. Tale esenzione è valida anche per i contribuenti che, percependo l’assegno unico e universale, non possono usufruire delle detrazioni per figli a carico. Non è quindi necessario che il genitore benefici effettivamente di queste detrazioni.
Il datore di lavoro può concedere fringe benefit esenti entro il limite di 1.000 o di 2.000 euro senza particolari formalità, anche a singoli dipendenti e non solo a gruppi o categorie. Per applicare il limite di 2.000 euro, il dipendente deve dichiarare al datore di lavoro il diritto all’esenzione, fornendo il codice fiscale dei figli secondo modalità concordate.
Una volta chiarite le principali novità, è opportuno sapere quali sono i benefit ammissibili. Il nuovo regime prevede l’esenzione non solo per beni e servizi in natura, facilmente utilizzabili tramite buoni acquisto, ma anche per somme di denaro erogate o rimborsate dal datore di lavoro per bollette di acqua, luce e gas, spese di affitto della prima casa e interessi sul mutuo della stessa.
Per quanto riguarda le utenze domestiche, la Circ. n. 35/2022 dell’Amministrazione finanziaria ha specificato che l’esenzione si applica alle bollette di immobili a uso abitativo posseduti o detenuti dal dipendente, dal coniuge o dai familiari, senza specificare il titolo di occupazione né se l’immobile sia residenza o domicilio.
L’Agenzia ritiene inoltre che sia da considerare agevolabile anche l’utenza intestata al condominio o al proprietario dell’immobile, i cui costi sono però ribaltati al conduttore, purché la ripartizione e il riaddebito delle spese siano analitici e non forfettari.
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