La Pro Sesto non ingrana. E i tifosi sui Social della società manifestano tutto il loro disappunto. Colpa, fin qui, di chi ha allestito un organico inadeguato o di una guida tecnica non all’altezza? Difficile dare una risposta. Anche perché il ricordo della miracolosa passata stagione è troppo fresco. I rumors che giungono dal Breda raccontano di un malcontento diffuso che martedì sera, al fischio di chiusura della meritata sconfitta con la Virtus Verona, si è manifestato in maniera chiara ed evidente davanti agli occhi di chi abbandonava la tribuna. Un nervosismo a tinte biancocelesti che deve suonare come un campanello d’allarme per il patron Ferrero (nella foto). Ancor più della deficitaria posizione in classifica.
Se in una famiglia non c’è armonia, tutto diventa maledettamente complicato. Soprattutto perché non c’è più il ‘Botturi della situazione’ che oltre a pescare giocatori di livello, era soprattutto equilibratore, moderatore, portavoce e muratore di una casa costruita con competenza e passione. Che magari avrebbe suggerito come Bruschi prima punta sia un obbrobrio calcistico, che Barranca ‘tuttafascia’ non è Capelli e che dietro non puoi tremare ogni volta che vieni attaccato.
Invocare l’esonero di mister Parravicini fa parte del gioco e per il tifoso è la cosa più semplice e naturale. Non comprendere però che, prima ancora dell’allenatore, conta la costruzione e la gestione del gruppo sarebbe, da parte del patron Ferrero, un errore madornale. Sabato, a Gorgonzola, contro la Giana, si deve ripartire. Magari evitando banali e scontate dichiarazioni prepartita che vengono puntualmente disattese.


