Diventa un giallo la notizia sulla riconversione dell’ospedale di Sesto San Giovanni che, secondo la segreteria del PD di Sesto e il consigliere regionale PD Pietro Bussolati, avrebbe trasformato la funzionalità del nosocomio cittadino. Con un comunicato l’assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera ha sottolineato “Bussolati non è informato. O forse non ha ancora digerito la straordinaria utilità dell’ospedale in Fiera. Regione Lombardia, sui servizi e le prestazioni dell’Ospedale di Sesto San Giovanni, non ha assunto alcuna decisione sul Pronto soccorso e sul punto nascita. La struttura della Fiera permette di concentrare e accogliere i pazienti più gravi aumentando sicurezza ed efficacia della cura. Sarà gestito dagli ospedali HUB, ciascuno dei quali ‘adotta’ un modulo garantendo la presenza di personale qualificato in base al numero delle persone ricoverate. E’ naturale che gli Spoke supportino gli ospedali Hub in questo percorso, da un lato attivandosi per accogliere i pazienti meno gravi e dall’altro fornendo personale qualificato per la gestione delle terapie intensive. Ribadisco inoltre che non ci sono documenti della Giunta o della Direzione Generale Welfare che stabiliscano la chiusura del punto nascita o del Pronto soccorso dell’ospedale di Sesto San Giovanni”.
In precedenza la segreteria del PD aveva denunciato, attraverso un comunicato, che, nel pieno della seconda ondata di contagi, si era deciso, da un giorno all’altro, di riorganizzare la sanità e gli ospedali. In particolare, secondo quanto pubblicato dal quotidiano online “Milano Today”, il consigliere regionale PD Pietro Bussolati aveva lanciato l’allarme chiusura all’ospedale di Sesto collegando questo rischio con l’allestimento in Fiera Milano. “Per recuperare tre anestesisti e sei infermieri all’ospedale in Fiera – ha detto Bussolati- saranno chiusi il pronto soccorso e il punto nascita dell’ospedale di Sesto”. Sempre secondo “Milano Today” era stata avanzata l’ipotesi di un piano. “Il pronto soccorso sarebbe spostato al Bassini e il punto nascita a Niguarda. Un fatto gravissimo – ha detto Bussolati- che nasce dalla necessità per la Regione di recuperare 153 medici di terapia intensiva e 459 infermieri, operatori che non ci sono e che la Regione vuole sottrarre ad altri ospedali, già allo stremo, indebolendone la capacità di cura“. E mentre a Sesto e in tutta Italia si assiste ad un’impennata di contagi, la discussione continua.


