Emergono ulteriori dettagli sulla vicenda che riguarda Maria Domenica Grizzuti, 71 anni, e Cristina Straziota, 48 anni, madre e figlia trovate morte alcune sere fa nella loro abitazione di via Tonale, nel centro di Sesto San Giovanni. Quando sono entrati nell’appartamento, situato al terzo piano di una palazzina, i Carabinieri, guidati dal maggiore Saverio Sica, davanti ai loro occhi si sono trovati una macabra immagine: i cadaveri delle due donne in avanzato stato di decomposizione. Quello di Maria Domenica era in posizione supina, adagiato su alcune coperte sistemate sul pavimento della camera da letto. A posizionarlo in quel modo era stata la figlia Cristina che per giorni ha vegliato sul corpo della madre fino a quando, pervasa da un dolore profondo per la sua perdita, non ha retto e ha deciso di togliersi la vita. Lo ha fatto impiccandosi alla porta della cucina. In pochi secondi il suo cuore ha smesso di battere e la sua anima si è ricongiunta con quella della persona che lei tanto adorava. Tra le due donne c’era un rapporto simbiotico. Un legame che viene raccontato nelle pagine del diario, ritrovato dai militari nell’abitazione di via Tonale, che Cristina aveva iniziato a comporre a seguito del decesso di Maria Domenica. Nelle annotazioni fatte dalla 48enne viene spiegata la dinamica della morte della madre: la 71enne, da tempo affetta da problemi deambulatori – secondo quanto si legge – è morta dopo una caduta. La sua dipartita ha provocato nella figlia un immenso senso di sconforto. Il suo punto di riferimento non c’era più e, dunque, nella sua testa si era fatta strada l’idea che nulla avesse più un senso. Così Cristina, vegliando per circa 20 giorni sul corpo della madre, ha iniziato ad annotare i suoi pensieri e le sue ultime volontà descrivendo il suo stretto rapporto con lei. Le due donne vivevano entrambe con la pensione di Maria Domenica (Cristina non lavorava da anni) e dedicavano la maggior parte delle loro giornate alla lettura di libri. Di casa uscivano solo se strettamente necessario. Quindi la decisione di suicidarsi: la 48enne si è recata in cucina, si è avvolta attorno al collo una corda e si è impiccata alla maniglia della porta. In tutta questa vicenda c’è un fatto che ha colpito l’attenzione dei cittadini di Sesto San Giovanni: la totale indifferenza mostrata dai vicini di casa delle due donne. Se un conoscente, il quale per giorni ha contattato, invano, al telefono Maria Domenica e Cristina per gli auguri di Natale, non avesse segnalato la situazione ai Carabinieri chissà quando sarebbero stati rinvenuti i loro corpi. Eppure l’odore di un cadavere in stato di decomposizione è parecchio sgradevole e di certo non passa inosservato. Le due donne vivevano praticamente autorecluse e se ne sono andate in silenzio. Nemmeno le persone residenti nella palazzina di via Tonale si sono accorte della loro drammatica fine. Domani sui corpi verrà eseguita l’autopsia per stabilire con certezza le cause dei decessi.


