
Le regine abdicano e le cenerentole non smettono di stupire. La Pro Sesto da domenica scorsa, dopo la vittoria in trasferta contro la Triestina, è capolista solitaria del girone A di Serie C, davanti al favorito Pordenone, e vuole continuare a sognare. Un piazzamento che, pensando alle due stagioni precedenti, nessun tifoso si sarebbe immaginato prima dell’inizio di questo Campionato. Cuore, umiltà e soprattutto orgoglio sono le qualità che hanno portato la Pro Sesto a disputare fin qui un torneo straordinario, ben al di sopra delle aspettative. Quarantasei punti conquistati, tredici vittorie, sette pareggi e sei sconfitte, trentacinque gol fatti e trentaquattro subiti. Una formazione giovane e, soprattutto, italiana (il che fa sperare per il futuro) guidata dall’allenatore più giovane del calcio professionistico nostrano.

Matteo Andreoletti, 34 anni, ex portiere della Pro Sesto, che, superato l’avvio difficoltoso, è riuscito ad infondere la sua idea di gioco e a dare un’identità precisa alla squadra. Corsa, movimenti e tanta grinta per tutti i novanta minuti e con tutte le avversarie. Per costruire una squadra importante bisogna comprare giocatori di qualità. E con un budget non elevato il direttore sportivo Christian Botturi ha allestito una rosa che si è rivelata molto competitiva.

Un mix di calciatori giovani ed esperti che sono riusciti ad entrare in ottima connessione e ad esprimersi al meglio sul campo, creando un’orchestra quasi perfetta. In campo il faro è capitan Tommaso Gattoni, profondamente legato ai colori biancocelesti.

A fare i gol ci pensa bomber Nicolò Bruschi, sempre più capocannoniere del girone A con 13 gol. Intanto a Sesto San Giovanni è tornato l’entusiasmo per i colori biancocelesti.

I tifosi, in vista dell’incontro di sabato prossimo (ore 14.30) contro la Juventus Next Gen, sono pronti a riempire il Breda per continuare a spingere la Pro Sesto al grido ‘E se ne va, la capolista se ne va’ verso l’inimmaginabile sogno Serie B. Perchè a volte i sogni possono anche diventare realtà.


