“Sesto San Giovanni può essere definita la capitale italiana dell’arte contemporanea, perché in via Pirandello, al civico 21, c’erano botteghe dell’arte dove operavano autori del calibro di Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Dadamaino e Salvador Presta che incontravano altri colleghi importanti come Piero Manzoni e Lucio Fontana”. A parlare è Gianfranco De Palos, 80 anni, uno degli artisti più conosciuti in città. Le opere di De Palos, romano di nascita e sestese d’adozione, studioso di scultura, ceramica e musica, sono esposte al Museo Mondriaan di Amersfoort, nei Paesi Bassi, e sono state protagoniste in alcune esposizioni alla Biennale di Venezia, al Quirinale e al Vittoriano di Roma.

I suoi lavori si basano principalmente sulla “pittoscultura”, una tecnica appresa dall’artista Salvador Presta che a Sesto fondò il gruppo “Arte della Luce”. Gianfranco De Palos vanta inoltre collaborazioni con poeti come Attilio Bertolucci ed Edoardo Sanguineti, per i quali ha realizzato delle serigrafie. Tra il 2009 e il 2010, infine, ha fondato – assieme a poeti, artisti e musicisti – l’Associazione “I Pentagrammatici”, un gruppo di cui è presidente e con il quale tra il 2010 e il 2019 ha organizzato diverse iniziative, tra cui la lettura di lavori poetici, ogni 21 marzo in occasione della Giornata mondiale della Poesia. Un appuntamento saltato negli ultimi tre anni (2020-2021-2022) a causa della pandemia.
In quali anni si è trasferito a Sesto e come mai ha scelto di vivere in questa città?
“Sono arrivato nell’ex Stalingrado d’Italia negli anni ’70. Prima abitavo a Milano. A Sesto era venuto a vivere mio fratello e quindi ho deciso di trasferirmi per stare più vicino a lui“.
Che tipo di artista si definisce?
“Ho praticato tutte le forme di arte, tranne l’affresco e il mosaico. Mi considero un “Astratto-Geometrico”, e per realizzare le mie opere uso vari materiali come cocco gommato, vetri di mosaico e ecopelle”.
Ha in mente di organizzare iniziative in futuro?
“Probabilmente l’anno prossimo tornerò ad organizzare iniziative dedicate alla Giornata mondiale della poesia e il prossimo 9 giugno esporrò su internet – assieme ai lavori di altri artisti – una mia opera che sarà esposta all’evento “Biennale delle Canarie” a Las Palmas, il capoluogo dell’isola spagnola di Gran Canaria”.

Che futuro vede per l’arte?
“L’arte, in generale, andrà verso una più profonda ed evoluta ricerca. L’attuale tecnologia, con l’intelligenza artificiale, la farà da padrona”.
A Sesto in quale situazione si trova l’arte contemporanea?
“Non sono in programma in questo ambito e non è a causa del Covid. In città andrebbe realizzato un museo di arte contemporanea, affinché le nuove generazioni possano conoscere i trascorsi culturali e artistici di Sesto San Giovanni”.
Davide Bartolucci

