VICENZA (3-5-2): Confente; Padella, Pasini, Ierardi; Dalmonte, Scarsella, Jimenez, Greco, Begic; Ferrari, Rolfini. A disposizione ci sono Brzan, Grandi, Valietti, Corradi, Bellich, Giacomelli, Cataldi, Alessio, Stoppa, Sandon, Oviszach e Busatto.
PRO SESTO (4-3-3): Del Frate; Radaelli, Marzupio, Moretti, Maurizii; Giubilato, Wieser, Bruschi; Bianco, Capogna, Capelli. A disposizione: Santarelli, Botti, Ferrero, Gattoni, della Giovanna, Moreo, Vaglica, Boscolo Chio, Gerbi, Suagher, Corradi, Toninelli.
Arbitro: Andreano di Prato
Reti. P.t.: 25′ Bruschi (P), 39′ Ferrari (V); s.t.: 6′ Scarsella (V), 15′ Rolfini (V), 21′ Dalmonte (V), 28′ Ferrari (V), 42′ Jimenez (V).
Attenzione, non siamo a Wimbledon, il tempio del tennis, ma allo stadio Menti di Vicenza. Perché il risultato potrebbe far credere il contrario. La Pro Sesto di mister Andreoletti subisce un clamoroso e pesantissimo 6-1 contro una corazzata che dimostra di essere nettamente superiore ai biancocelesti in ogni reparto.
Eppure nel primo tempo i biancocelesti erano andati in vantaggio con un goal di Bruschi che calciando una punizione da posizione defilata inganna il portiere locale reo della più classica delle papere.
A questo punto il Vicenza reagisce con veemenza e non c’è più partita. Il Vicenza pareggia nel primo tempo e dilaga nella ripresa ridicolizzando una Pro Sesto falcidiata da infortuni e squalifiche.
Resta da considerare proprio in virtù di una formazione così rimaneggiata se era il caso di avere un atteggiamento così spocchioso e quasi di superiorità fin dai primi minuti. È stato per il Vicenza fare come il gatto col topo: la squadra veneta ha stanato i sestesi per poi colpirli quando voleva.
Serve subito una riflessione per evitare che vergognose prestazioni si ripetano.


