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mercoledì , 9 Settembre 2026
Cultura

Il Dante di Dalì in mostra a Palazzo Pirelli per il 700° anniversario del Sommo Poeta

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MILANO – “Ospitare nella nostra sede le sorprendenti illustrazioni della Divina Commedia realizzate da Salvador Dalì nei primi anni ’60 -ha detto il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Alessandro Fermi – è per noi un modo per rendere omaggio a Dante a sette secoli dalla morte. Per il pubblico si tratta di un’occasione culturale di prim’ordine, sia per il genio dell’artista spagnolo, che ha realizzato tavole di forte impatto espressivo, che per la qualità di Palazzo Pirelli come sede espositiva, che negli ultimi anni abbiamo voluto valorizzare con frequenti aperture ed eventi rivolti ai cittadini lombardi.  Se questa impostazione era valida prima della pandemia oggi lo è ancor di più. Milano e la nostra regione hanno bisogno di segnali per una ripartenza forte e strutturata, l’arte in questo senso può avere un ruolo non secondario”.

Il Consiglio regionale della Lombardia, in collaborazione con la Kasa dei Libri, celebra il 700° anniversario dantesco con una mostra dedicata al Sommo Poeta. Nello spazio eventi di Palazzo Pirelli a Milano sarà offerta al pubblico la possibilità di rileggere la Divina Commedia – l’opera poetica per antonomasia della nostra letteratura – attraverso gli occhi di uno dei Maestri del ‘900, Salvador Dalí. La mostra fa parte del palinsesto di eventi organizzati dal Consiglio regionale della Lombardia per le celebrazioni dantesche.

Il Dante di Dalí espone infatti un capolavoro dell’edizione illustrata del Novecento, tirato in pochissime copie, che il pubblico ha ben raramente l’occasione di conoscere. Si tratta delle 100 tavole originali, una per canto, realizzate dall’artista spagnolo per illustrare la Commedia, un vero e proprio percorso dove si può cogliere lo sforzo interpretativo di uno dei più grandi artisti del ‘900 a confronto con uno dei grandi classici europei.

Senza dimenticarne la caratura di artista, siamo soliti associare il nome di Dalí a stravaganze di ogni tipo, alimentate dalla sua sfrenata fantasia e dalla visionaria iconografia che popola la sua arte. Questo immaginario segue anche la realizzazione delle tavole dantesche. E il matrimonio tra il viaggio nell’oltretomba di Dante e questo perenne movimento della mente è decisamente memorabile, anche perché frutto di un lavoro più che decennale. Le tavole erano state infatti commissionate dallo Stato italiano a Dalí nei primi anni ‘50, con l’avvicinarsi del 700° anniversario della nascita del poeta (1965). Con il procedere del lavoro e il passare degli anni, però, la decisione aveva suscitato polemiche, sia per i costi che per la scelta di un artista straniero, fino alla revoca del contratto al primo cambio di governo. Rientrato in possesso delle immagini, Dalí continua a lavorarci per gli anni successivi, fino alla pubblicazione definitiva presso l’editore Salani di Firenze per la ricorrenza dantesca del 1965: sei voluminosi tomi, due per ogni cantica, in tiratura limitata, dove le 100 litografie di Dalí intervallano il testo della Società Dantesca Italiana.

A distanza di mezzo secolo, rivedere le tavole esposte a Palazzo Pirelli permette di ritrovare tutta la forza originaria di quelle immagini, attraverso la personalissima visione di Dalí. Il cammino di Dante è seguito passo passo; e ognuno è filtrato attraverso l’inconfondibile fantasia dell’artista, riconoscibilissimo nei tratti dominanti della sua pittura: scorci acrobatici, aspetti visionari, tonalità dominanti che accompagnano il progredire di Dante nelle tre cantiche. Un percorso di ascesa visiva che ha lo stesso valore di quello delle parole dantesche. In questo modo Dalí conduce chi guarda direttamente all’inferno dantesco, con corpi trasfigurati dalle pene e colori infiammati dal fuoco infernale, ammorbidendo poi gradualmente il tratto e i toni cromatici tra purgatorio e paradiso. Con una raccomandazione fondamentale per entrare appieno nel mondo dell’artista: mai dimenticare le strade del grottesco e dell’ironia. Lo dimostrano le parole che lui stesso ha utilizzato per presentare le illustrazioni per la Divina Commedia all’interno del saggio Le divin fromage (1960): “Desidero che i miei acquerelli per Dante risultino come delle impronte leggere lasciate dall’umidità di un formaggio di natura divina.” Con questa avvertenza surreale, dal 15 di settembre il percorso tra l’arte e la letteratura sarà disponibile per il pubblico.

La mostra sarà inaugurata martedì 14 settembre 2021 alle ore 12.30 su invito

e sarà poi visitabile dal 15 settembre,
presso lo spazio eventi del Consiglio regionale della Lombardia
a Palazzo Pirelli di Milano, via Fabio Filzi, 22.

L’accesso a Palazzo Pirelli sarà secondo normativa vigente Covid e sarà necessaria la prenotazione
Tel 
02/67482777  (Info  dalle10.00 alle 12.30 dal lunedì al venerdì)
Email [email protected]

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