E’ possibile prevenire la crisi di un’impresa, evitando conseguenze ancora ben più preoccupanti, specialmente nei tempi difficili che stiamo vivendo? La risposta è affermativa. L’ancora di salvataggio arriva dalla nuova disciplina fallimentare italiana, rimodulata nel 2019. L’obiettivo del legislatore è chiaro: da un lato, favorire un’uscita dal mercato rapida e a bassi costi per le imprese che versano in uno stato di crisi irreversibile; dall’altro, consentire alle società che attraversano una fase di difficoltà temporanea di ristrutturarsi e ritornare competitive sul mercato.
Una delle principali novità della riforma è costituita dall’introduzione delle “procedure di allerta e di composizione assistita alla crisi”. Chiara la metodologia giuridica: far emergere in tempi rapidi e precoci i casi di difficoltà aziendali. Ma occorre un passo in più, fondamentale, per uscire definitivamente dall’empasse. A sottolinearlo è Claudio Cinquemani, partner del Gruppo ValorImpresa e advisor nell’area della consulenza aziendale, nel supporto alle imprese nell’ambito della ristrutturazione del debito bancario e dell’equity funding: “Lo stato di precrisi può essere affrontato con strumenti efficaci ma è necessario che il titolare di impresa si renda conto di attraversare un momento di difficoltà e di avere bisogno di aiuto. Il primo step? Valutare in maniera prospettica la vita aziendale e far comprendere ai vertici che le politiche strategiche sviluppate sino ad allora possono portare a crisi evidenti, sino alla mancanza di fondi per rimborsare i fornitori e alla chiusura dell’azienda”.
Diverse le misure che possono essere messe in atto. A cominciare dal monitoraggio dei parametri aziendali, oltre ad un controllo accurato di tutte le attività svolte dall’impresa. Anche perché il nuovo testo obbliga il sistema imprenditoriale a dotarsi di un meccanismo di autovalutazione, in grado di diagnosticare l’evoluzione del rischio di default a breve e a medio termine. Stiamo parlando del concetto del “forward looking”, del guardare oltre, che però deve portare con sé un fattore imprescindibile, come ribadisce Claudio Cinquemani: “Le PMI devono avere la capacità di gestire la tesoreria, dai software sino all’organizzazione interna e alla formazione necessaria per istruire il personale a seguire condotte corrette per la vita aziendale”. Un percorso non facile, anzi; ed è qui che entrano in scena le competenze e la professionalità dei consulenti esterni: “Affrontare la crisi o il periodo di precrisi con al proprio fianco un esperto del settore è un valore aggiunto per l’imprenditore. Insieme si possono sviluppare quelle strategie necessarie per scongiurare difficoltà e default imprevisti, ridando solidità finanziaria all’impresa e facendola tornare competitiva sul mercato”.
I NOSTRI SOLDI è una rubrica dedicata all’economia, con l’obiettivo di fornire indicazioni utili ai lettori su come spendere al meglio i loro soldi, fare investimenti e risparmiare. In tal senso, ci avvarremo della competenza dei consulenti di VALORIMPRESA CONSULTING SRL, società specializzata nella consulenza di impresa, nel supporto alle imprese nell’ambito della ristrutturazione del debito bancario e dell’equity funding.


