“Mi sono divertito a tal punto che servirebbero quattro vite a una persona normale per spassarsela come ho fatto io in quegli anni. Ma mi è costato carissimo. In un attimo ho buttato via tutto. Soldi e carriera. Certi atteggiamenti, potessi tornare indietro, li cambierei di corsa”. A parlare così è Fabio Macellari, ex terzino di Cagliari, Inter e Bologna che, ospite nella puntata di “Live Non è la D’Urso” del 9 dicembre, ha raccontato come ha fatto a dilapidare una fortuna guadagnata quando giocava a calcio, riducendosi adesso a lavorare duro come panettiere e taglialegna.

“Quando sei giovane non ti rendi conto della fortuna che hai perché i guadagni sono tanti. La bella vita che vedo fare oggi agli influencer è quella che ho fatto io. Offrivo sempre in discoteca, ho sempre speso per gli altri. Quando smetti di giocare i soldi finiscono pur cercando di mantenere quello stile di vita. Poi ho fatto uso di droga e la droga porta a questo. Purtroppo ci ho sbattuto la testa ma ho avuto il sostegno della mia famiglia e ho ricominciato a lavorare. O fai così o muori”, ha aggiunto Macellari ammettendo tra le lacrime gli errori del passato.

Fabio Macellari è nato nel 1974 a Sesto San Giovanni dove ha incominciato a giocare nelle giovanili della Posal, allenatore Rocco D’Amelio, società che militava nella III categoria. “Si vedeva subito che aveva una marcia in più rispetto ai suoi compagni. Sulla fascia sinistra partiva e diventava imprendibile” ricorda Andrea Gallizzi che faceva parte della formazione. Poi è iniziata la sua carriera a Cagliari e poi all’Inter, dove ha giocato con Ronaldo.

Adesso vive in un casale a Bobbio, nel Piacentino. Subito dopo aver smesso di giocare aveva tentanto la carriera di allenatore ma non ha avuto successo, così ha lasciato del tutto il mondo del calcio. “Faccio il panettiere e il taglialegna. Il panificio non è mio, io ci lavoro quando ci sono i miei amici. Non riesco a stare fermo: se non sono al panificio, sono sul trattore in montagna a tagliare la legna. Mi piacerebbe lavorare con ragazzi così per trasmettergli tutto quello che ho vissuto – ha raccontato ancora a Barbara D’Urso -. Vorrei lavorare in Serie A. Considerato il mio passato e gli errori commessi è difficile pretenderlo, ma io ho la coscienza a posto e faccio un’altra vita oggi. Aspetto che qualcuno si fidi ancora di me”.



