Una mappatura degli edifici dismessi, al fine di recuperarli dal degrado e dalle occupazioni abusive. E’ il senso di una delibera approvata dal Consiglio Comunale. In totale, a Sesto San Giovanni, sono stati individuati 13 immobili ormai in disuso, i cui proprietari avranno tempo tre anni prima di presentare un progetto di riqualificazione. In caso contrario il Comune potrà procedere alla demolizione e rivalersi per i costi sulle proprietà.
Sono stati mappati gli edifici ai seguenti indirizzi: viale Italia 1, via Solferino 28/30, via Sauro 38, viale Edison 18, via Milanese 1, viale Casiraghi 471, viale Casiraghi, via Parpagliona 105, viale Casiraghi 508, via Bandiera 72, viale Gramsci 684. viale Gramsci 299, viale Sarca 336.
“Abbiamo approvato un documento molto importante dal punto di vista urbanistico per il futuro di Sesto San Giovanni – commenta l’assessore all’Urbanistica, Antonio Lamiranda – attraverso cui andremo a rigenerare e ricucire il tessuto urbano della città. Tra gli edifici dismessi che abbiamo mappato è presente anche l’ex stabile Impregilo, per il quale gli uffici stanno già vagliando diverse richieste. L’obiettivo è quello di trasformarlo in un polo produttivo”.
Gli interventi sugli immobili dismessi usufruiscono di un incremento del 20% dei diritti edificatori derivanti dall’applicazione dell’indice di edificabilità massimo previsto o, se maggiore di quest’ultimo, della superficie lorda esistente. È riconosciuto un ulteriore incremento dell’indice di edificabilità massimo previsto dal Pgt o rispetto alla superficie lorda esistente del 5% per interventi che assicurino una superficie de-impermeabilizzata e destinata a verde non inferiore all’incremento di superficie lorda realizzato, nonché per interventi che conseguano una diminuzione dell’impronta al suolo pari ad almeno il 10%.


