Sì è spento dopo la sua ultima cavalcata il cervo avvistato nei giorni scorsi nel Naviglio Martesana. Aveva attraversato diversi comuni del territorio prima di finire nel corso d’acqua. Ferito, l’animale (200 chili di peso), inseguito per ore da Carabinieri, Vigili del Fuoco e personale del Nucleo Ittico, era stato sedato e portato in salvo. “Il povero cervo era molto stressato”, aveva raccontato nei giorni scorsi Fabio D’Aquila, coordinatore delle guardie zoofile Oipa di Milano. E proprio tutta la tensione accumulata ha fatto in modo che il cuore del povero animale smettesse di battere. Uno stato di shock che gli è risultato fatale. L’utilizzo degli anestetici, che di solito non porta a gravi conseguenze, da parte dei soccorritori gli ha dato il “colpo di grazia” : il suo stato fisico era già notevolmente compromesso. La presenza del cervo aveva catturato l’interesse e la curiosità di tante persone che avevano postato diversi video sui social. Per quanto riguarda la provenienza dell’animale non si esclude che possa essersi trattato di una specie selvatica che ha raggiunto la Martesana percorrendo l’area verde del territorio. Il sovraffollamento di queste specie, in particolar modo di cervi e caprioli, fa sì che si spostino alla ricerca di nuove zone nelle quali trovare nutrimento. Non di rado capita che questi animali giungano in città, luogo però poco indicato per la loro sopravvivenza. Addosso al cervo non sono stati trovati marker o indicatori che potessero indicare il suo allontanamento da qualche tenuta.

