E’ morto a Milano Nestore Morosini, cronista di razza e principe dei giornalisti sportivi. Aveva 83 anni ed era uno dei giornalisti più apprezzati del “Corriere della Sera” dove ha trascorso l’intera carriera. Nestore Morosini era nato a Pesaro e da giovanissimo si era trasferito a Milano. Aveva iniziato la professione come correttore di bozze del quotidiano di via Solferino per poi passare alla redazione “Sport”. “Lo rimpiango con commozione-ricorda Giuseppe Gallizzi, una vita al “Corriere” e già caporedattore del quotidiano milanese- pensando ai tanti lunghi anni passati nelle stanze di via Solferino, al primo piano del “Corrierone”. Nestore nella redazione “Sport” e io in “Cronaca di Milano”. Erano i tempi del capocronista Franco Di Bella, di Salvatore Conoscente, di Giorgio Santerini, di Arnaldo Giuliani, di Fabio Mantica, di Luciano Visintin, di Mino Durand e di tanti altri colleghi. Nestore Morosini amava la sua professione. Era un cronista di razza con un fiuto innato per le notizie. Mi piace ricordare alcuni episodi. Nestore, già affermato professionista e capo della redazione “Motori” non aveva alcuna difficoltà a redigere interessanti cronache anche sulle pagine della “mia” edizione Lombardia. Spesso scriveva articoli, vere e proprie chicche, legati all’attualità lombarda. Morosini era amante del sport e seguiva il calcio con tanta passione. Oltre all’Inter gli era caro il Fano, squadra della sua città. Mi torna in mente quando Nestore venne sugli spalti del Breda, in uno dei pochi incontri che la squadra marchigiana disputò a Sesto San Giovanni nel campionato professionistico di Serie C. Fu un pomeriggio ricco di emozioni e di reciproci sfottò. Lui ad incitare il Fano, io a sostenere la Pro Sesto. La scomparsa di Nestore Morosini ha suscitato commozione e dispiacere tra tantissimi colleghi che su Facebook continuano a scrivere parole di apprezzamento e di stima nei suoi confronti. Soprattutto lo rimpiangono tanti giovani giornalisti che lui aveva cresciuto e avviato al nostro mestieraccio. Lo avevo incontrato l’ultima volta durante una delle tante elezioni per le cariche giornalistiche. Anche in quel caso avevamo parlato del nostro “Corriere” esprimendo alcune considerazioni su un giornale che è cambiato tantissimo. E che ora non ha più nulla a che fare con il quotidiano che per tanti lunghi anni, sia in redazione sia in tipografia, noi avevamo frequentato. Dando l’ultimo saluto a Nestore esprimo sentite condoglianze alla moglie Ivana, per lungo tempo stimata e apprezzata segretaria di direzione del giornale.”


