Dove raccogliere funghi vicino Milano e Sesto San Giovanni? Con l’arrivo dell’autunno torna anche il periodo più favorevole per chi cerca boschi e sentieri dove andare a funghi. Non è necessario raggiungere le vallate alpine: tra il Milanese e la Brianza ci sono diverse aree verdi adatte a una giornata nel bosco. Prima di partire, però, è importante controllare sempre le regole dell’area scelta e le eventuali limitazioni locali.
Dove raccogliere funghi vicino a Sesto San Giovanni
Tra le mete più vicine resta il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, raggiungibile in poco tempo da Sesto. Il territorio comprende boschi, brughiere e aree umide distribuite tra la provincia di Milano, Monza e Brianza e Como. Nel Parco la raccolta dei funghi è consentita nel rispetto della normativa regionale, con un limite massimo di 3 chili al giorno per persona. Sono però previste alcune restrizioni: non si può raccogliere nelle aree di rimboschimento, sulle scarpate, nelle zone con vegetazione particolarmente fitta e nelle zone umide.
Un’altra possibilità è l’Alta Brianza, in particolare l’area del Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone. Il territorio è attraversato da numerosi sentieri e comprende estese superfici boscate. Il Parco ha censito oltre cento specie di funghi presenti nell’area. Anche qui, prima della raccolta, è necessario verificare le eventuali limitazioni previste nelle singole zone protette.
Per chi è disposto ad allontanarsi un po’ di più c’è poi il Parco Lombardo della Valle del Ticino, con grandi aree boscate lungo il fiume tra le province di Milano, Pavia e Varese. In questo caso le regole sono più stringenti: per raccogliere funghi è necessario possedere l’apposito permesso del Parco. Per i non residenti e per chi non possiede terreni all’interno dell’area protetta è inoltre previsto un contributo annuale di 30 euro.
Le regole per la raccolta dei funghi in Lombardia
In Lombardia la raccolta dei funghi è gratuita nella maggior parte del territorio regionale. Comunità montane e parchi possono però introdurre un contributo locale: nel 2026 Regione Lombardia indica sette Comunità montane e, tra i parchi di pianura, il Parco del Ticino tra le aree dove è previsto un pagamento. Il permesso, quando richiesto, ha validità locale.
Le regole generali valgono invece in tutta la regione. La raccolta è consentita dall’alba al tramonto, deve essere effettuata manualmente e il limite è di 3 chili al giorno per persona, salvo alcune eccezioni previste dalla normativa. È vietato utilizzare strumenti che possano danneggiare il terreno e non si possono raccogliere funghi decomposti o ovuli chiusi di Amanita caesarea. I funghi devono essere trasportati in contenitori rigidi e aerati, che permettano anche la dispersione delle spore.
Prima di partire è quindi opportuno controllare il sito del Parco o della Comunità montana competente: anche dove non è previsto un contributo possono esserci zone nelle quali la raccolta è vietata o regolamentata.
Come controllare se i funghi raccolti sono commestibili
Il riconoscimento delle specie è uno degli aspetti più importanti della raccolta. In caso di dubbio non è sufficiente affidarsi a fotografie o applicazioni: i cittadini possono portare gratuitamente i funghi raccolti agli Ispettorati micologici delle ATS lombarde, dove vengono esaminati da personale specializzato. Al termine del controllo viene rilasciato un certificato con l’identificazione delle specie e le indicazioni sulla loro eventuale commestibilità e sul consumo sicuro.

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