È di Carmine D’Errico, il pensionato di 66 anni che era scomparso dalla sua abitazione di Cusano Milanino lo scorso 30 dicembre, il corpo ritrovato semicarbonizzato lo scorso 21 gennaio nell’ex area industriale abbandonata Brenta di via Croce a Cerro Maggiore, nel Milanese. A svelare l’identità del cadavere è stato l’esame del dna. Nel pomeriggio odierno i Carabinieri del Comando provinciale di Milano hanno dato esecuzione ad un decreto di fermo, emesso dalla Procura della Repubblica di Monza, nei confronti del figlio Lorenzo D’Errico, di 36 anni, perché ritenuto responsabile dell’omicidio e della distruzione del cadavere del padre. Il provvedimento scaturisce dalle indagini avviate dal Nucleo Investigativo di Milano e dalla Compagnia di Sesto San Giovanni a seguito della denuncia di scomparsa del 66enne. Il figlio aveva da subito spiegato ai militari che Carmine D’Errico si era allontanato volontariamente nella serata del 30 dicembre dall’abitazione di Cusano Milanino nella quale vivevano entrambi. Successivamente a Cerro Maggiore, all’interno di un’area industriale abbandonata, era stato rinvenuto il cadavere semicarbonizzato di un uomo che dalla comparazione del dna è stato identificato proprio in Carmine D’Errico. Le successive indagini hanno consentito, da un lato, di far emergere, sin da subito, evidenti contraddizioni nelle dichiarazioni del 36enne e, dall’altro, di rinvenire tracce ed indizi della scena del crimine all’interno dell’abitazione di Cusano Milanino. Gli elementi sopra descritti fanno emergere un quadro di gravità indiziaria che ha condotto all’emissione, da parte della Procura della Repubblica di Monza, di un decreto di fermo per omicidio e soppressione di cadavere nei confronti dell’indagato, notificato in data odierna.


