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martedì , 15 Settembre 2026
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Covid sul lavoro, secondo l’Inail sono le donne le più colpite in Lombardia

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Aumentano i contagi da Coronavirus sul posto di lavoro. Secondo quanto stimato dall’Inail, in un rapporto che analizza il periodo che va da gennaio al 31 ottobre, in Italia sono state registrate 66.781 denunce di cui 22.119 solo in Lombardia. I decessi invece sono stati 332, di cui 137 sul territorio lombardo. Rispetto all’ultima rilevazione del 30 settembre, i casi di denunce in Lombardia nell’ultimo mese sono stati 3.062 in più. Sono soprattutto le donne a decidere di denunciare: da gennaio fino al 31 ottobre :il 72,1% (15.945 denunce). Mentre gli uomini sono stati solo il 27,9% ( 6.174 denunce). La fascia più colpita risulta quella delle donne tra i 50 e i 64 anni con una percentuale del 32,5 %. Seguono poi le donne tra i 35 e i 49 anni (27,5 %) e quelle tra i 18 e i 34 anni con l’11,3 % di casi. Tra gli uomini a denunciare maggiormente sono sempre quelli tra i 50 e i 64 anni (12,1 %). Seguono quelli tra i 35 e i 49 anni (9,4 %) e infine quelli dai 18 ai 34 anni (5,4 %). E’ soprattutto Milano a registrare più denunce tra le donne con 5.230 casi. Seguono Brescia e Bergamo rispettivamente con 2.185 e 1.824 denunce. “Il dato si può giustificare con il fatto che sono soprattutto le donne a svolgere mansioni particolarmente esposte al virus come le operatrici delle case di riposo o le infermiere”, ha spiegato Enzo Mesagna, segretario, con delega al mercato del lavoro, della Cisl Monza Brianza e Lecco. Le categorie più colpite sono quelle degli operatori sanitari: infermieri, medici e operatori socio assistenziali, essendo quelli più vicini ai pazienti Covid, sono quelli che contraggono di più il virus e che denunciano di più. “A essere più colpiti – si legge nel rapporto dell’Inail – sono soprattutto i tecnici della salute che si attestano al 40,3 per cento, tra loro troviamo gli infermieri (79,7 per cento) e i fisioterapisti (5,9 per cento). Seguono poi le professioni qualificate nei servizi sanitari (14 per cento delle denunce) dove gli operatori socio sanitari sono la categoria più colpita con una percentuale del 99 per cento. Subito dopo loro ci sono le professioni qualificate nei servizi personali (13,9 per cento) dove sono gli operatori socio assistenziali ad attestarsi al 90,1 per cento mentre tra i medici la metà delle denunce – che in totale sono il 10,3 per cento – arriva da generici, internisti, cardiologi, anestesisti-rianimatori e chirurghi. Per quanto riguarda i decessi invece per quasi un terzo a essere coinvolto è soprattutto il personale sanitario e assistenziale”.

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