E’ trascorso un anno da quel 22 febbraio 2020, giorno in cui fu comunicato il primo caso di Coronavirus a Sesto San Giovanni nonchè il primo di tutta l’area metropolitana. A risultare positivo un uomo 78 anni ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano. Lo aveva annunciato con queste parole il sindaco di Sesto Roberto Di Stefano: “Restiamo cauti, manteniamo lo stato di allerta e valuteremo nelle prossime ore quali provvedimenti prendere. Stiamo ricostruendo tutti i suoi contatti e quelli di sua moglie che ha qualche anno meno di lui. I medici stanno andando nella loro abitazione e la prima pista è quella dell’ospedale di Codogno ma al momento non sappiamo ancora se ci sia un collegamento con quel focolaio. Era ricoverato da una settimana e dobbiamo capire con chi è entrato in contatto prima del ricovero. Stiamo facendo tutte le verifiche e applichiamo il protocollo previsto dal ministero. Stiamo valutando come muoverci per esempio per diversi tornei calcistici e per altre manifestazioni previste in città“.
Oggi, a 365 giorni di distanza da quell’evento che ha cambiato radicalmente la vita di tutti, proprio il primo cittadino ha ripercorso le tappe della pandemia a Sesto in un lungo post pubblicato sui social.
Scrive Di Stefano: “È passato un anno esatto da quel 22 febbraio 2020, quando ci fu comunicato il primo caso di coronavirus a Sesto San Giovanni (il primo di tutta l’area metropolitana). Quella sera riunii subito assessori, il mio staff, gli uffici comunali, la Polizia Locale, Protezione Civile, iniziando una lunga serie telefonate con Regione Lombardia, Ats, Prefettura, forze dell’ordine, per monitorare gli sviluppi della situazione. Il giorno dopo fummo i primi a prendere delle decisioni di chiusura drastiche delle scuole, dei centri commerciali, degli impianti sportivi, annullammo tutti gli eventi che avrebbero potuto creare assembramenti. Anticipammo quindi le decisioni che di lì a poco sarebbero state prese a livello regionale e nazionale. All’inizio ci fu un po’ di confusione tra la cittadinanza ma in pochissimo tempo capimmo tutti ciò che cosa stava succedendo.
In questi lunghi mesi siamo stati in prima linea sul territorio con il Centro operativo comunale, insieme a tutte le associazioni di volontariato e ai cittadini che si sono spesi senza sosta per aiutare la cittadinanza in un momento così difficile. Sesto ha dimostrato ancora una volta il suo grande cuore e di questo ne sono fortemente orgoglioso. A causa di questo maledetto virus abbiamo perso parenti, amici e persone care a cui spesso non abbiamo potuto portare nemmeno l’ultimo saluto. Ricordo con commozione tutti i sestesi che ci hanno lasciato da inizio pandemia.
Il Covid ha stravolto le nostre vite, cambiando le nostre abitudini e allontanandoci dai nostri cari, responsabilizzandoci e chiedendoci enormi sacrifici. Ancora oggi, a un anno di distanza, persistono restrizioni che stanno causando ingenti danni economici e sociali a commercianti e cittadini che continuano a vivere nell’incertezza delle zone colorate.
Un anno esatto dopo, quando partì l’emergenza, voglio ringraziare ancora tutti coloro che con compiti diversi hanno lottato questo nemico subdolo e invisibile. Ringrazio i medici, i medici di base, gli infermieri, i volontari, tutto il personale sanitario degli ospedali e delle case di riposo che ha lavorato senza sosta e non si è mai risparmiato nonostante i rischi del contagio, per assistere i malati e e guarirli”.
E noi tutti ci auguriamo che questo incubo possa presto avere una fine.


