“Aspettiamo a ore l’esito del nuovo tampone. Abbiamo paura di avere infettato altri nostri amici”. Inizia così la ricostruzione della vicenda, riportata dal settimanale “Il Notiziario”, di sei ragazzi del Nord Milano risultati positivi al coronavirus e tuttora bloccati in quarantena in Sardegna. Tre di loro provengono dalla provincia di Milano, più precisamente da Sesto San Giovanni, Paderno Dugnano e Cusano Milanino. Quello che doveva essere un momento di svago si è invece trasformato in un incubo. Ma andiamo con ordine. Come è ben noto in Sardegna dal mese di agosto si è registrato un importante incremento di contagi da coronavirus. “In quelle ore tutti i riflettori puntavano su Flavio Briatore, sulla chiusura del “Billionaire” e su questi sei ragazzi che si sono autodenunciati per essere stati a stretto contatto con alcune ragazze di Roma risultate positive al Covid-19”. “Noi – spiegano due di loro- abbiamo segnalato subito al villaggio turistico che doveva metterci in isolamento. E’ quello che avrebbero fatto tutti”. Sono i giorni a ridosso di Ferragosto e il caso Sardegna è su tutti i giornali e i tg. Ed ecco il manifestarsi dei primi sintomi “Febbre a 38 assieme a gusto e olfatto che spariscono”. Poi l’esito del tampone “Tre di loro sono positivi, gli altri tre risultano invece negativi. Vengono comunque messi tutti insieme in quarantena in un appartamento del villaggio turistico”. I sei giovani da più di due settimane sono isolati e da un mese non vedono le loro famiglie. “Quello che temiamo- raccontano-è di esserci comunque infettati a vicenda nonostante le mascherine e il distanziamento”. “I ragazzi- spiega poi “Il Notiziario” nelle sue colonne- vivono in un appartamento di 90 metri quadrati con due bagni. Molti sono però gli spazi in comune come cucina e bagno. Mercoledì scorso si sono sottoposti tutti al secondo tampone. Se l’esito riscontrerà la negatività di alcuni di loro, dovranno fare un altro test prima di tornare a casa”. I genitori del ragazzo sestese stanno vivendo momenti di apprensione “Ci sentiamo ogni giorno con videochiamate e ci auguriamo che questo incubo possa finire al più presto”.


