Parafrasando una celebre canzone di Charles Aznavour dedicata a Venezia oggi , girando nella nostra città, potremmo dire “Com’è triste Sesto San Giovanni ai tempi del Coronavirus.” Alle 11.30 di questa mattina si presentavano così i portici di via Cesare da Sesto e di piazza della Resistenza, nel centro cittadino: senza anima viva.

Questa volta i sestesi hanno preso sul serio le restrizioni imposte dall’ultimo Dpcm di Governo. Desolante la chiusura delle attività commerciali che ha spento la socialità e il continuo via vai di persone a cui tutti erano abituati. Appaiono completamente vuoti anche i giardini pubblici situati di fronte al Comune, spazio nel quale si era abituati a recarsi nel tempo libero per una passeggiata o per scambiare qualche chiacchiera.
Di rado si assiste al transito di auto. Solo di tanto in tanto si vede qualcuno andare ad acquistare il giornale alla storica edicola di via Cesare da Sesto, di fronte alla pizzeria Odissea.
O qualche cittadino, la cui attività non è stata colpita dal decreto, spostarsi per recarsi in ufficio. I lavoratori obbligati allo smart working, invece, alla ricerca di una pausa si affidano al servizio d’asporto di bar, ristoranti e pizzerie. Una fotografia che, in generale, ritrae Sesto deserta e irriconoscibile. Rimanendo in tema canoro e citando le parole del grande Domenico Modugno “Solo va un uomo in frack….”.

Diego Mandarà



