Diventa sempre più dura la vita dei commercianti sestesi ai tempi del Coronavirus-seconda ondata. Tante le lamentele e le contrarietà nei confronti dei provvedimenti limitatori contenuti nell’ultimo Dpcm. Ristoranti, bar, pizzerie, gelaterie, pub e tante altre piccole e grandi attività locali continuano ad essere penalizzate e si trovano in seria difficoltà. Gli incassi- secondo un sondaggio- sono diminuiti in alcuni casi anche dell’80%. “La situazione è critica-ha detto il proprietario di un ristorante del centro-. Sono state prese decisioni troppo penalizzanti che presto potrebbero portare alla chiusura totale. Comprendo sicuramente la gravità del problema pandemia, ma se si va avanti così più che di virus qui si muore di fame. Ho molte spese da sostenere e se le entrate continuano a scarseggiare temo che presto sarò costretto a chiudere. Ogni sforzo fatto la scorsa primavera per risistemare gli spazi del locale e seguire alla lettera, rimettendoci anche soldi, le misure anti-contagio è risultato completamente vano. Sono necessari più che mai aiuti concreti”.
Si aggiunge all’accorato appello del collega anche lo sfogo del titolare di un bar del centro “Viviamo nell’incertezza totale e non sappiamo più dove sbattere la testa. Abbiamo riorganizzato gli spazi, rispettato il distanziamento, garantito la sanificazione del locale. Abbiamo persino, seppur non vietato dalle norme, evitato di fornire ai clienti i giornali o i mazzi di carte per evitare qualsiasi tipo di contatto. Ma niente, si torna punto e a capo. Non solo mi tocca tenere aperto per meno ore, ma devo fare anche a meno di tanti avventori, spaventati dalla nuova ondata di contagi. Pochi incassi e tanti sacrifici. La situazione sta diventando insostenibile”.
Non solo. Il virus ha stroncato anche le vendite di gelaterie, pizzerie e pasticcerie.“Da qualche settimana- dice la proprietaria di un negozio situato nella periferia cittadina- sto registrando un netto calo delle entrate. Sempre meno gente si sta spostando e, di conseguenza, anche noi vendiamo decisamente meno. Già è difficile vedere entrare così poche persone per fare acquisti. Figuriamoci adesso. Tanti prodotti, tutti freschi e di buona qualità, sono costretta a buttarli via perché, ovviamente, si acidificano. Soprattutto i dolci a base di crema”.


