La partita di Europa League tra Inter e Ludogorets, in programma domani sera, alle ore 21, allo stadio Giuseppe Meazza, sarà la prima di una serie di gare a porte chiuse che il campionato italiano vivrà nei prossimi giorni. Due di queste riguardano proprio i nerazzurri: oltre alla sfida europea, la squadra guidata da Antonio Conte domenica, alle ore 20.45, dovrà affrontare la Juventus nello scontro diretto per lo scudetto. Il presidente bianconero Andrea Agnelli ha ben specificato perché si è deciso di non rinviare la partita: è difficile trovare uno spazio nel calendario, a meno che entrambe le squadre non vengano eliminate dalle competizioni europee e dalla Coppa Italia. Mentre l’Inter ha deciso di rimborsare i biglietti acquistati dai tifosi in vista dell’incontro di domani, la Juventus, dal canto suo, ha deciso di non restituire la somma spesa. Per gli appassionati che non potranno assistere alla partita dal vivo è arrivata ieri la consolazione dai vertici di Sky Sport, i quali hanno concesso la disponibilità alla messa in onda in chiaro in tv utilizzando sempre il canale Tv8, lo stesso che domani permetterà ai sostenitori nerazzurri di godersi da casa il match contro il Ludogorets. Al momento non c’è ancora nulla di ufficiale. E’ notizia di queste ultime ore anche la decisione da parte dell’Uefa di consentire l’accesso allo stadio Giuseppe Meazza di Milano, per la partita Inter-Ludogorets, ai soli operatori di ripresa. La Federazione nazionale della Stampa e l’Unione Stampa Sportiva Italiana, attraverso una nota, si scagliano contro questo provvedimento, affermando «La psicosi da Coronavirus colpisce anche il mondo del calcio. La decisione dell’Uefa di consentire l’accesso nello stadio “Giuseppe Meazza” di Milano ai soli operatori di ripresa, in occasione della partita Inter-Ludogorets, in programma domani sera, rappresenta un’inaccettabile limitazione del diritto di cronaca. Se è condivisibile la preoccupazione di ridurre le possibilità di contagio, in questo caso si rischia di cadere nel ridicolo. Non si capisce, infatti, perché ai giornalisti, che da giorni stanno documentando l’evolversi della situazione entrando negli ospedali e nelle zone rosse, debba essere impedito di raccontare le partite di calcio. Non vorremmo che il dilagare della psicosi colpisse anche la Lega calcio, in occasione delle partite che domenica prossima saranno disputate a porte chiuse. Dopo aver introdotto la regia unica per le immagini delle partite, negare il diritto di cronaca sarebbe soltanto un atto di prevaricazione immotivato e ingiustificato».
Diego Mandarà


