“Alle Olimpiadi l’Atletica ha fatto la storia. Il Dordoni è la nostra storia. Grazie ai ragazzi, alle ragazze e ad Antonio La Torre. Siamo Sesto mica paglia”. È quanto recita lo striscione affisso ieri pomeriggio all’esterno del centro di via Bixio dalle persone legate sportivamente ed umanamente a questo ambiente. Con loro c’era anche Loredana Pastorino, presidente della Polisportiva Geas di Sesto.

Un messaggio chiaro che invita alla valorizzazione di un impianto moderno, un’eccellenza lombarda e nazionale che sforna tecnici di successo e campioni di razza. Non è un caso che Sesto abbia primeggiato nel corso delle ultime Olimpiadi di Tokyo.
Dal centro Dordoni, come spesso abbiamo ricordato negli ultimi giorni (ma vale la pena farlo un’altra volta), sono passati nomi del calibro di: Antonio La Torre, ex allenatore e dirigente del Geas Atletica, attuale tecnico della nazionale di atletica leggera (in tante vittorie c’è la sua mano); Alessandro Gandellini, già atleta ed allenatore del Geas Atletica, ora tecnico Fidal; Alessia Trost, campionessa di salto in alto; Roberto Vanzillotta, allenatore di Alessia Trost, presidente e tecnico del Geas Atletica, gestore insieme alla società sestese del Campo Dordoni; gli atleti della marcia italiana Stano, vincitore della medaglia d’oro nella 20 chilometri di marcia, Trapeletti, Tontodonati, Fortunato e Giorgi che al centro sportivo sestese hanno trovato ospitalità per gli allenamenti in preparazione alle Olimpiadi.

L’elenco potrebbe continuare all’infinito se nominassimo anche i grandi campioni del passato che hanno calcato i campi del Dordoni. Una storia di successi che evidentemente non basta ad evitare uno sfratto che appare quasi inevitabile.

Con il nuovo bando di assegnazione del Comune infatti le condizioni economiche per la gestione dell’impianto andranno a peggiorare mettendo in pericolo la sua esistenza e quella del Geas Atletica che può contare solo sugli introiti derivanti dalle iscrizioni.

Sesto eccelle nelle Olimpiadi e il Dordoni rischia di sparire per colpa di costi esorbitanti: che paradosso.



