Nessuna discriminazione dei confronti degli stranieri. E’ quanto ha sentenziato il Tar della Lombardia, dichiarando inammissibile il ricorso presentato da un cittadino extracomunitario contro la cancellazione della sua domanda per l’assegnazione di una casa popolare. Tra i documenti mancanti, tutte le carte relative alle proprietà immobiliari all’estero prevista per legge. Il Tar ha anche condannato il ricorrente a pagare 1.000 euro al Comune per le spese di giudizio. Si tratta della quarta sentenza del Tar che dà ragione all’Amministrazione Comunale, dopo i casi analoghi di gennaio, maggio e agosto 2019.
Soddisfatto il sindaco Di Stefano: “Applichiamo la legge in maniera chiara e trasparente senza nessuna discriminazione né corsia preferenziale verso qualcuno. È inutile che la sinistra continua ad attaccarci sulle assegnazioni delle case popolari perché, come più volte hanno certificato i giudici, tuteliamo i cittadini in regola coi documenti. Consiglio a Pd e compagni di leggersi le sentenze e di rispettarle, anziché continuare a parlare a sproposito di razzismo e alimentare polemiche puramente strumentali. Sottolineo che questi continui ricorsi contro il Comune che applica correttamente le leggi vengono puntualmente respinti dalla magistratura amministrativa. Se non rispettassimo le leggi andremmo a penalizzare tutti quei cittadini, sia italiani che stranieri, che presentano correttamente tutta la documentazione relativa alle loro proprietà immobiliari e necessaria per entrare in graduatoria. Andremo avanti su questa strada, per aiutare chi rispetta le regole e si trova davvero in difficoltà”.


