Forse i teenager non sanno neanche a cosa servono, la loro utilità. E provate a rispondere: quand’è l’ultima volta che avete utilizzato una cabina telefonica? Certo, sono sempre meno ormai le persone che per telefonare utilizzano le cabine; una volta erano gialle, tanti anni fa, oggi – per quelle poche rimaste – sono rosse. Un articolo del “Corriere della Sera” spiega che a Milano attualmente ce ne sono in funzione all’incirca 700; pensare che la prima installata in Italia fu proprio a Milano nel 1952, in piazza San Babila. Da allora, ne è passata di acqua sotto i ponti; anche perché da una recente indagine Agcom, si evidenzia che l’80% degli intervistati non avverte l’esigenza di fare telefonate da una cabina. Sin qui la situazione nel capoluogo. Ma a Sesto? Come siamo messi? I numeri non sono certo quelli meneghini ma qualcuna ce n’è ancora: sicuramente al Rondò, verso viale Casiraghi. E ancora davanti all’ospedale, nelle vicinanze del Comune…
Un argomento, quello della telefonia pubblica, che non lascia indifferente Giovanni Fiorino, presidente del Consiglio Comunale sestese: “Nell’epoca ipertecnologica nella quale viviamo, dove tutti hanno almeno un telefonino cellulare, è chiaro che le cabine telefoniche stiano perdendo sempre di più la loro efficacia. Ma la loro funzione pubblica rimane valida, specialmente in alcuni luoghi sensibili come ospedali e caserme, solo per citarne alcuni”. Anche perché se è vero che per i giovani d’oggi si tratta di uno strumento anacronistico, esistono altre categorie di persone che invece danno ancora un senso al loro utilizzo, come gli anziani e soprattutto gli stranieri. Quindi, riassumendo: sì alle cabine telefoniche davanti a strutture di pubblico servizio. Ma con un accorato appello, che arriva proprio da Giovanni Fiorino: “Spesso queste cabine sono vandalizzate, imbrattate e usate come veri e propri vespasiani da persone senza scrupoli, che di certo non hanno a cuore il bene pubblico. Ecco, faccio appello al senso di civiltà dei miei concittadini: facciamo sì che le cabine telefoniche abbiano un aspetto decoroso e possano essere utilizzate senza impedimenti di alcun tipo anche e soprattutto per motivi di emergenza. Ci vuole maggior senso civico”.


