Il Consiglio comunale di Sesto San Giovanni ha approvato a maggioranza il bilancio di previsione 2023. Il bilancio prevede un aumento degli stanziamenti per le politiche al sostegno scolastico (+900mila euro), le risorse destinate alla disabilità (+900mila euro), gli interventi per l’infanzia e minori (+1.4 milioni di euro) e le politiche a supporto della famiglia (+300mila euro). “Il documento approvato – ha dichiarato il sindaco Roberto Di Stefano – è una sintesi di scelte che sostiene una visione chiara per il futuro della nostra Sesto: un progetto ambizioso di città in trasformazione, in cui i servizi offerti alla cittadinanza, aumentano in una logica inclusiva e diffusa. Abbiamo migliorato tutti i servizi sensibili, aumentando di 3.4 milioni di euro la spesa rispetto al 2022, garantendo alta attenzione alle fasce più deboli”.
I consiglieri di minoranza non sono d’accordo. Con una nota Michele Foggetta e Soad Hamdy (Sinistra Italiana) contestano le modalità di approvazione del bilancio. “Dopo i recenti accadimenti, riteniamo che la natura di indirizzo e di controllo propria dell’Organo Consiliare sia progressivamente minata in maniera grave e lesiva – scrivono -. Già con le modifiche apportate al Regolamento Comunale nel 2021, la maggioranza insediata con la precedente Consigliatura ha compresso nettamente gli spazi prima dedicati al confronto politico. I tempi di intervento dei consiglieri sono stati praticamente dimezzati (e non è un eufemismo), come anche quelli dedicati alla dichiarazione di voto”.
“E’ scomparsa – aggiungono Hamdy e Foggetta – anche la possibilità di portare in aula il contenuto delle interrogazioni presentate, come anche la prassi di dedicare alla discussione delle mozioni spazi e sedute esclusiva, di fatto comprimendo ulteriormente lo spazio democratico e la partecipazione cittadina ai lavori del C.C. Anche rispetto alle Commissioni Consiliari stiamo denunciando come da tempo sia diventato quasi impossibile svolgere in maniera incisiva le funzioni di controllo e di trattazione specifica e approfondita di tutte le materie, in spregio ai dettami del Regolamento. I documenti vengono inviati a ridosso della convocazione della Commissione (se non addirittura il giorno stesso), rendendo praticamente impossibile anche la presentazione nei termini di eventuali emendamenti“.
“Questo è quanto accaduto ancora proprio per l’approvazione del Bilancio di previsione, atto che coinvolge il futuro della nostra Città, delineandone le linee programmatiche – concludono i due consiglieri -. Infine, non si può non far cenno a quanto accaduto durante l’ultimo Consiglio quando il Presidente ha solcato definitivamente il limite riguardo la modalità di gestione degli interventi delle forze politiche in aula, benché durante la conferenza dei capigruppo siano stati determinati tempi e spazi dei lavori consiliari. Ci si chiede a questo punto quale sia l’opportunità di partecipare alla Conferenza dei Capigruppo vista la ricorrente dinamica di non accettare alcuna proposta proveniente dall’Opposizione”.
Nella foto il vecchio Comune di largo Lamarmora, attuale sede dell’ufficio del sindaco


