Nel suo appartamento a Sesto i Carabinieri hanno trovato 11 grammi di cocaina, 11 di hashish e due di marijuana. Un appartamento tristemente noto alle Forze dell’Ordine, visto che proprio lì era passato anche Anis Amri, il tunisino 24enne autore dell’attentato di Berlino del 19 dicembre 2016, quando un camion lanciato a tutta velocità sui mercatini di Natale a Charlottemburg aveva ucciso 12 persone e ne aveva ferite altre 56. Amri, che era alla guida di un tir passato da Cinisello, sarebbe poi stato ucciso la notte tra il 22 e il 23 dicembre fuori dalla stazione di Sesto San Giovanni dopo aver aperto il fuoco contro due agenti di polizia che lo avevano fermato per un controllo casuale. E Proprio per quella frequentazione, l’abitazione di Adil Mirat, 31 anni, marocchino, irregolare in Italia e con alle spalle una lunga serie di precedenti era già stata perquisita e la Digos aveva trovato – come sempre – droga e soldi. Lo scorso 31 gennaio i Carabinieri sestesi lo hanno di nuovo arrestato con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari, che per oltre due settimane hanno passato al setaccio il “fortino” tra le cinque torri e i palazzoni del quartiere Sant’Eusebio a Cinisello Balsamo, lo hanno fermato proprio lì, mentre spacciava sotto i portici, con tre palline di cocaina in bocca. Un recidivo, visto che Mirat era già stato arrestato altre due volte dallo scorso 30 ottobre. Non solo arresti, però. Perché lo stesso 31enne ha denunciato due poliziotti che, a suo dire, lo avrebbero malmenato e ferito durante un blitz di fine 2017. Anche quella volta il pusher era finito in manette per droga. La notizia ha fatto subito il giro della città. Sulla vicenda è voluto intervenire il sindaco, Roberto Di Stefano: “Ringrazio i Carabinieri di Sesto per l’importante operazione antispaccio con cui hanno arrestato Adil Mirat. Mi auguro che dopo il terzo arresto in pochi mesi questo balordo venga espulso al più presto dal nostro Paese”.


