Carissime famiglie,
da pochi giorni è iniziata la “Fase 2” della gestione della pandemia che ci ha colpiti in maniera imprevista da alcuni mesi. Fin dall’inizio, come oratori della città, abbiamo cercato di rimanere uniti con voi attraverso le modalità che la passione educativa ci suggeriva. Questi mesi appena trascorsi non sono stati facili per nessuno, la preoccupazione e l’ansia per una situazione mai provata ha rischiato di prendere il sopravvento e spesso ci siamo sentiti attraversare dalla furia di una tempesta. Papa Francesco ci ha più volte ricordato che non dovevamo sentirci soli e abbandonati, ma nel “mare in tempesta” con noi sulla barca c’era Gesù, il Signore Risorto che calma le nostre paure e ci riporta a riva.
Con questa stessa speranza, vogliamo ora intraprendere con fiducia la ricostruzione del nostro vissuto quotidiano e si impone, fin da subito, un tema urgente sotto molti punti di vista: il tempo estivo.
Normalmente esso si presentava come tempo di interruzione dell’attività più importante della vita di un fanciullo, di un preadolescente e di un adolescente. Lo spazio aperto dalla “vacanza” della scuola, era offerto come spazio utile a un’esperienza diversa di vita comunitaria.
In questa situazione, del tutto nuova, alcune caratteristiche oggi sembrano essere un bisogno emergente e urgente. Proviamo a segnalarne tre:
Anzitutto il bisogno di affidare i propri figli a qualcuno. I piccoli sono rimasti in casa per molte settimane, un fatto inedito. Ma un conto è tenerli in casa nel mese di marzo, un conto è farlo nel mese di luglio. Il rischio chiaro che si intravede all’orizzonte è quello di un vuoto educativo. Con l’impegno della scuola che va verso la sua conclusione, impegnati i genitori nel mondo lavoro, non potendo i nonni occuparsi interamente della cura dei nipoti, chi o cosa riempirà di contenuto la vita dei bambini e dei ragazzi?
Il secondo bisogno è quello di avere un occhio di riguardo per gli adolescenti. Non sono più ragazzi piccoli, non sono ancora giovani che da casa possono provvedere al proprio futuro. La sospensione della scuola ha aperto lunghi tratti di tempo senza finalità che per loro sono importanti. Gli adolescenti delle scuole superiori sono da molto tempo il sostegno di riferimento per le attività estive degli oratori: pur non essendo ancora al livello di veri e propri educatori, ne rappresentano l’anima che muove le tante attività. Poter tornare a offrire loro il richiamo di un tempo di impegno, il richiamo di un affidamento della comunità alla loro presenza e alla loro creatività, è un passaggio educativo importante. Anche per non lasciarli a casa nell’inedia.
Il terzo bisogno è quello di non rinunciare alle attività educative dell’oratorio a oltranza. L’estate per i ragazzi rappresenta da tempo un collante per tutta la comunità, un luogo generativo di relazioni, incontri, legami. Da settimane i cortili dell’oratorio sono deserti e probabilmente lo saranno ancora a lungo. Ma c’è bisogno di far riprende la circolazione delle relazioni che aiuti la comunità a ritrovarsi, pur sapendo che non sarà più la stessa e che non sarà possibile (almeno nell’immediato) fare le cose di sempre.
Rispetto a tutto questo: gli oratori della città vogliono ribadire con forza l’impegno della comunità cristiana a servizio dell’educazione delle nuove generazioni. La Chiesa non chiude e non vuole abbandonare i ragazzi a sé stessi. Ormai da giorni stiamo iniziando a pensare quali tipi di proposta di accompagnamento e di cura poter offrire loro. Stiamo lavorando su vari tipologie di scenari. Questa fase di pensiero e di progettazione è la più faticosa, perché appoggia sull’incertezza delle scelte possibili. In questo momento esse sono particolarmente limitate; un po’ alla volta potrebbero aprirsi spazi di possibilità diverse. Progetti che presenteremo non appena saranno chiare le indicazioni che riceveremo dal Governo e dalla Diocesi riguardanti la modalità possibile per aggregare i ragazzi in sicurezza.
Questa fase di progettazione la stiamo svolgendo tramite un tavolo di coordinamento cittadino degli oratori. Questo desiderio di unità nasce dal fatto che vogliamo muovere insieme i primi passi, condividendo idee, possibilità e immaginando orizzonti comuni all’interno dei quale muoverci. Unitarietà che però non significa appiattimento della proposta che, a seconda dei bisogni concreti di un territorio, delle risorse di ogni singola comunità, delle strutture a disposizione e del carisma di ciascuno troverà modalità attuative anche differenti.
Sappiamo, fin da ora, che proveremo ad andare incontro alle esigenze di tutti, ma sappiamo anche che il nostro servizio educativo non potrà essere visto come un servizio sociale sostitutivo “in toto” di un bisogno reale che dovrà trovare nelle sedi più opportune (Comune-Regione-Governo) una risposta adeguata. A noi sta a cuore il fatto che si possa percepire la vicinanza e l’ascolto della comunità cristiana che vede nel compito educativo, una possibilità bella di poter evangelizzare il vissuto dei ragazzi.
In ultimo: ogni possibile forma di animazione, da remoto e soprattutto in presenza, dovrà necessariamente coinvolgere l’intera comunità educante. La creatività degli adolescenti dovrà essere supportata, guidata ed educata dai giovani educatori e dagli adulti dei nostri oratori. La molteplicità e la strutturazione delle varie proposte passerà necessariamente dalla disponibilità delle persone a lasciarsi coinvolgere e nel decidere di mettersi a servizio dei più piccoli. Proprio a ragione di tutto ciò, auspichiamo anche il consolidamento di un lavoro di rete con le altre agenzie educative e di attenzione sociale che operano all’interno della nostra città.
Certi che questa nuova situazione nella quale ci siamo ritrovati, possa trasformarsi in una reale occasione per rinnovare la nostra passione educativa a servizio dei piccoli e del Vangelo, andiamo incontro al tempo dell’estate con il forte desiderio di continuare ad essere nella città presenza significativa alla vita delle persone.
I responsabili degli oratori della città
Nella foto la chiesa di Santo Stefano in piazza Petazzi preparata per accogliere i fedeli


