“Ci chiamiamo i “Pentagrammatici” perché abbiamo preso spunto dal pentagramma per promuovere la diffusione della musica e della poesia”. A parlare è Gianfranco De Palos, 80 anni, il noto artista romano di nascita e sestese di adozione. In quest’occasione De Palos, che abbiamo di recente intervistato per approfondire gli aspetti della pittoscultura, tecnica di cui è maestro, spiega l’attività dell’Associazione Onlus “I Pentagrammatici”, un gruppo, fondato tra il 2007 e il 2010, di cui è presidente. Complessivamente il gruppo è formato da circa 20 poeti, 3 musicisti e 2 pittori. Alcuni membri hanno ottenuto riconoscimenti importanti per le loro pubblicazioni. Come la poetessa Maddalena Capalbi, autrice nata a Roma e residente dal 1973 a Milano.
Nel 2003 è risultata prima classificata al premio Poesia Erotica di Venezia intitolata a Zorzi Alvise Baffo. La sua prima opera pubblicata è stata ‘Fluttuazioni’. Sono seguite ‘Olio’, ‘Sapevo’ ,‘Il giardino di carta’, ‘Arivojotutto’, ‘Nessuno sa quando il lupo sbrana’, ‘Testa rasata’, Ribbelle’, ‘Er core de Noantri. Duetto romanesco’. Maddalena Capalbi ha inoltre collaborato con Giuliano Turone, responsabile del sito Dante Poliglotta, traducendo in dialetto romanesco alcune terzine tratte dal I e dal V canto dell’Inferno. Dal 2005 ha coordinato il Laboratorio di Poesia presso la II Casa di Reclusione di Bollate, curandone ogni anno le antologie poetiche. Nel 2015 il Comune di Milano l’ha insignita dell’Ambrogino d’Oro.
“Abbiamo promosso varie iniziative a Sesto San Giovanni e a Milano – ha spiegato De Palos -. Tra queste, spiccano le presentazioni di opere nell’ex studio di Piero Manzoni, in via Fiori Chiari e allo studio Coviello in via Tadino, nel capoluogo lombardo. Invece a Sesto abbiamo presentato serigrafie e allestito una mostra in villa Visconti D’Aragona“.
“Sempre a Sesto, fino al 2019, ogni anno organizzavamo una conferenza sulla Giornata internazionale della Poesia – ha concluso -. Un appuntamento purtroppo saltato negli ultimi tre anni a causa della pandemia che ci ha impedito di svolgere qualsiasi iniziativa culturale”.
Davide Bartolucci


