E’ morto Giorgio Gnocchi, ex presidente del Geas atletica di Sesto San Giovanni nei primi anni Settanta. Lo ricorda così su Facebook Loredana Pastorino, presidente della Polisportiva Geas “Sei stato un grande presidente. Erano gli anni del mitico basket e del grande nuoto ma tu hai saputo creare un’importante scuola di sport e di vita per ragazze e ragazzi sestesi. Un movimento sportivo che ha raggiunto livelli prestigiosi anche nelle competizioni nazionali. Erano gli anni di un’atletica senza impianti sportivi. Ricordo l’anello di carbonella dello stadio Breda, delle strade cittadine come pista, dell’atletica delle “Tepa Sport” come scarpe ginniche e delle corse campestri per temprare il fisico per temprare il fisico. Era l’atletica dei grandi allenatori. Il Geas ti ricorda con affetto, stima, profonda gratitudine e abbraccia la tua famiglia”. Anche Giorgio Oldrini, ex sindaco di Sesto, ha voluto omaggiare la figura di Giorgio Gnocchi “E’ stato uno dei miei amici di una vita. La prima volta che ci siamo visti frequentavamo la prima media e sulla strada abbiamo fatto a botte. Mi ricordo bene anche dove eravamo. Poi non ci siamo più lasciati, anche quando eravamo lontani migliaia di chilometri. Siamo stati compagni di banco alle medie, abbiamo giocato a calcio nei prati e a San Siro, abbiamo scoperto insieme i primi amori. Mi faceva un po’ rabbia perché nello sport imparava subito e io facevo fatica. Ma quando sua madre ebbe dei problemi, venne a vivere un tempo a casa nostra. E quando mio padre stava morendo mia mamma mi mandò per qualche giorno a casa di Giorgio. Costrinse i suoi a prendere una casa di vacanza dove l’abbiamo anche noi. E’ stato il mio testimone di nozze e grazie a noi le nostre famiglie sono diventate amiche. Ci siamo fatti mille confidenze, abbiamo condiviso dubbi e paure. Quando le nostre strade professionali si sono separate abbiamo continuato per anni a vederci tutti i pomeriggi, spesso giocando a ping pong. Per questo siamo diventati quasi “cinesi”. I nostri figli sono diventati amici tra di loro, per noi quasi nipoti. Magari non ci si sentiva per un tempo ma che importa? Giorgio per me è uno di quegli amici che se, anche dopo anni passati senza vederlo, ti succede qualcosa in piena notte, sei sicuro che se busserai alla sua porta ti aprirà e ti dirà: “entra”. Ora che se ne è andato, ho una porta in meno cui bussare”.


