E’ il giorno delle elezioni regionali in Lombardia. Oggi, domenica 12 febbraio, e domani, lunedì 13 febbraio, quasi 8 milioni di lombardi sono chiamati alle urne per eleggere il presidente che governerà la Regione per i prossimi cinque anni.
Date e orari
Si vota oggi dalle 7 alle 23 e domani dalle 7 alle 15. A Sesto San Giovanni sono stati allestiti 73 seggi.
Come si vota
Per la presidenza della Regione è prevista l’elezione diretta: turno unico senza ballottaggio. Vince chi ottiene piú voti anche se non raggiunge il 50%. La scheda è di colore verde. È possibile votare per il solo candidato presidente: in quel caso il voto non si estende alla lista o alle liste collegate. Se si vota per la sola lista, il voto si estende a candidato presidente collegato a quella lista. Si può votare per una lista e per il candidato presidente collegato a quella lista. È ammesso il voto disgiunto: si può votare una lista e per un candidato presidente non collegato a quella lista. Per le candidature al Consiglio regionale è possibile una o due preferenze, scrivendo a fianco della lista il solo cognome o nome e cognome dei candidati della lista. Se si decide di esprimere due preferenze, una deve riguardare un candidato e l’altra una candidata della stessa lista.
I candidati presidente
In Lombardia la partita è tra l’uscente Attilio Fontana (centrodestra), Pierfrancesco Majorino (centrosinistra e M5s), Letizia Moratti (Terzo Polo) e Mara Ghidorzi (Unione Popolare). Il Consiglio regionale è composto da 80 consiglieri, compreso il presidente della Regione. Gli altri 79 consiglieri sono eletti con criterio proporzionale sulla base di liste provinciali concorrenti. Le circoscrizioni provinciali sono quelle esistenti al 1° gennaio 2012 (Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Milano, Monza e Brianza, Pavia, Sondrio, Varese). Nel rispetto della parità uomo-donna, le liste provinciali devono essere composte seguendo l’ordine dell’alternanza di genere. Rispetto al premio di maggioranza, alle liste collegate al governatore eletto sono assegnati almeno 44 seggi (cioè il 55% dei seggi) se il presidente ha ottenuto meno del 40% dei voti validi; almeno 48 seggi (cioè il 60% dei seggi) se il presidente ha ottenuto il 40% o più dei voti validi. Alla coalizione vincente non possono però essere attribuiti più di 56 seggi (cioè il 70% dei seggi). 23 seggi sono quindi sempre garantiti alle liste ‘perdenti’, ed è garantito che ciascuna provincia abbia il proprio rappresentante.


