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domenica , 8 Novembre 2026
Cronaca

Lavoratori dei supermercati. Camionisti. Corrieri. Categorie a rischio in tempi di covid-19

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Stiamo scrivendo la storia. Quella dolorosa. Quella della gente comune. “Avevamo le pezze ai piedi e le fasce mollettiere”. Era il Regio Esercito. Era la Seconda guerra mondiale. E oggi come allora, lavoratori silenziosi portano avanti i brandelli della nostra Italia. Brandelli che devono essere ricuciti. Per forza. Con grinta. Con il grande cuore che il Belpaese ha sempre avuto. La forza presente è sempre nominale. Non solo gli operatori sanitari, quindi. Ma esistono anche tutti quei lavoratori che aprono ogni giorno i supermercati. Tutti coloro i quali prestano servizio all’interno degli ospedali per la ristorazione e le pulizie. Eppure la verità storica ci insegna ad analizzare fino in fondo. La storia dei nostri soldati spediti a fare la guerra in Russia con gli scarponi dalle suole di cartone, appartiene a una storiografia che va analizzata. Non cartone, in ogni caso, ma un composto “autarchico” dettato dalla penuria di materie prime. Ma comunque i nostri soldati morirono. Anche se ciò può aver riguardato singoli reparti e singole situazioni, e non l’insieme del nostro Corpo di Spedizione in Russia, prima (al comando del generale Mese), della nostra Ottava Armata in Russia, poi (al comando del generale Gariboldi), nella seconda e più tragica parte della campagna, quella culminata nella disastrosa ritirata dal settore del Don nell’inverno del 1942-43, durante la battaglia di Stalingrado. E comunque, la situazione militare dell’Italia nel 1940 era paradossale: da un lato vi era uno strumento bellico rodato e motivato, dall’altro questo strumento era completamente logoro e aveva mostrato i propri limiti operativi costringendo a una fase di totale revisione.Anche oggi come allora, in molti luoghi di lavoro mancano le protezioni adeguate. Un esercito di uomini e donne che compie il proprio dovere. Senza defezioni. Tutti silenziosi. Valorosi. La verità storica oggi chiede non una medaglia al valore. No. Non questo. Chiede sostegno. Ausili adeguati. Mascherine. La storia non si fa, o non si fa soltanto, con i romanzi e con i libri di memorie; si fa anche, e soprattutto, con i documenti ufficiali. E cosa ci dicono, oggi, i report di questa guerra? Quanti sono i caduti sul campo di quei lavoratori dei generi alimentari che il popolo acquista ogni giorno? Quanti sono i corrieri che trasportano beni non indispensabili, come trucchi o quisquilie, mettendo a repentaglio la propria salute? E i camionisti? Loro che fanno su e giù per lo Stivale? Hanno loro, impavidi e taciturni, le scarpe adeguate? E intanto, sale il numero degli ospedalizzati di lavoratori di tutte queste categorie.

Alessandra Pirri

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