È scomparso all’età di 99 anni Silvestre Loconsolo, colpito da arresto cardiaco. È stato il fotografo delle lotte operaie degli anni ’60, ’70 e ’80. Originario di Cassina de’ Pecchi, in provincia di Milano, Loconsolo era da tempo ricoverato nella residenza per anziani Don Gnocchi di Pessano dopo il decesso della moglie Rosa, sua compagna di vita. Insieme all’amico Marino Contardo, stava lavorando alla stesura di un libro sulla sua vita. A dare la notizia della morte è stata la Cooperativa la Speranza, di cui il fotografo era un collaboratore attivo. Gli amici e i conoscenti che lo hanno conosciuto ed apprezzato per le sue doti da ex combattente partigiano, fotografo, scrittore e narratore delle lotte sociali, ricordano l’uomo con affetto. Il suo eccezionale archivio fotografico (migliaia di pezzi unici) è conservato alla Camera del Lavoro di Sesto San Giovanni e viene periodicamente esposto in mostre con tematiche di grande rilievo. Lo ricorda così Silvano Mazzurana, ex sindaco di Pessano con Bornago dove Loconsolo viveva “Con la morte del signor Silvestre Loconsolo Pessano con Bornago perde un suo illustre cittadino. Non per blasone ma per la nobiltà d’animo che chi l’ha conosciuto può testimoniare. Uomo che ha speso la propria vita in battaglie a favore della “povera gente” scrivendo e denunciando le condizioni di lavoro e di vita delle persone più umili, attraverso l’arte della sua fotografia. Un uomo giusto che ci ha resi migliori perchè ci ha insegnato che egoismo e indifferenza sfigurano la nostra umanità, un grande democratico perchè non ha mai rinunciato alla difesa e alla promozione dei diritti inalienabili della persona. Ci ha lasciato il testimone che non cadrà. Grazie Silvestre”.
Anche Roberto Cenati, presidente dell’Anpi provinciale di Milano, lo piange “Silvestre era stato assunto a 14 anni come garzone nella fabbrica ottica Fratelli Koritska, di origine polacca, in via Ampere 45, la più importante azienda di produzione di microscopi e una delle poche industrie di precisione italiane del periodo. Lì c’era un operaio, appassionato alla fotografia e anche alla montagna. Quando andava in montagna faceva foto e le portava, indicando le spiegazioni tecniche dell’immagine. Da lì è nata la passione di Silvestre per la fotografia”.
Diego Mandarà
Nella foto Silvestre Loconsolo


