“A tutti i referenti e responsabili dei gruppi parrocchiali della Parrocchia di Santo Stefano Sesto San Giovanni, 7 marzo 2020
Carissimi, vi raggiungo ancora con una comunicazione che vorrei fosse fatta riecheggiare anche alle persone in qualche modo a voi collegate, affinché questo messaggio possa circolare tra quanti hanno a cuore la vita della nostra comunità cristiana. Non vi nascondo che nello scrivere la lettera della scorsa settimana coltivavo il sogno che quella sarebbe bastata e che si sarebbe tornati ai nostri normali ritmi e appuntamenti. Non posso dunque negare la mia delusione e preoccupazione nel vedere permanere una situazione di incertezza sanitaria che ci impone un periodo di radicale modifica dello stile di vita della nostra parrocchia e di quelle di un grande territorio, come mai era accaduto prima d’ora. Questo ci impone di trovare il modo di vivere la nostra fede in maniera diversa, ma non per questo meno autentica, almeno per le settimane nelle quali perdurerà questo stato di cose.

A questo scopo vorrei proporre alcune attenzioni e suggerimenti.
1. Nel messaggio dell’Arcivescovo Mario che potete vedere sul sito della Diocesi si parlava di Messe senza cristiani e di cristiani senza Messe. In realtà noi sacerdoti abbiamo continuato a celebrare ogni giorno pensando anzitutto ai nostri parrocchiani, alle loro famiglie, alla loro salute, alle loro preoccupazioni e speranze. La Messa, anche quando celebrata senza il popolo, si inserisce in quella che chiamiamo la “comunione dei santi” che la rende esperienza collettiva, mai privata. I parrocchiani possono seguire in televisione la Messa, in particolare quella celebrata dall’Arcivescovo e – se possibile – da domenica 15 marzo ne proporremo in diretta una anche dalla nostra Basilica. Viviamo questo “digiuno eucaristico” per accrescere il desiderio di incontrare il Signore e come atto di solidarietà con quei cristiani sparsi nel mondo che per mancanza di sacerdoti sono privati della Messa non solo per qualche settimana, ma in modo sistematico e continuo. Non dimentichiamo che comunque le chiese restano aperte e che all’Assunta avremo l’esposizione eucaristica il lunedì e il mercoledì, mentre il venerdì esporremo la reliquia della croce secondo gli orari esposti e pubblicati.

2. Inventiamo gesti di vicinanza e di solidarietà. Siamo limitati nei contatti ravvicinati, non possiamo ancora organizzare momenti di preghiera e di catechesi, ma una telefonata, un messaggio, una mail possiamo provare a mandarli a qualcuno che non se lo aspetterebbe da noi, a qualcuno con cui tornare a parlarsi, magari dopo un periodo di incomprensione e di silenzio. Non perdiamo inoltre l’occasione di mantenere aperto il nostro cuore e la nostra preghiera sui drammi del mondo. Ricordo che ogni mattina alle 6.28 l’Arcivescovo propone un tema di preghiera legato a situazioni di conflitto, a favore della pace. Anche senza fare levatacce faticose possiamo collegarci al sito della Diocesi, perchè la nostra preghiera quotidiana abbia il sapore della mondialità.
3. Usiamo gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione per tenerci informati e per educarci a pensare bene. Raccomando in particolare il sito della nostra parrocchia www.santostefanosestosg.org e quello della Diocesi www.chiesadimilano.it. Non sappiamo quanto di ciò che avevamo programmato per questa Quaresima riusciremo a realizzare e quali appuntamenti riusciremo a mantenere, a partire dalle tre serate di Esercizi Spirituali già spostate al 16-17 e 18 marzo. Io mi impegnerò a caricare sul nostro sito l’omelia per ogni domenica di Quaresima e come sempre sarei felice di avere osservazioni, ritorni, integrazioni e – perchè no? – anche critiche. Saranno solo segno di passione e di interesse. Grazie ancora per la vostra collaborazione nella diffusione di questo messaggio. Con l’appuntamento alla prossima settimana.
Don Roberto Davanzo


