Terrore ad Assago, nel Milanese. Questo pomeriggio Andrea Tombolini, 46 anni, ha accoltellato sei persone – tra i 28 e gli 81 anni – all’interno del centro commerciale di via Milanofiori. Alcune di loro sono state colpite nel reparto ortofrutta dove sono rimaste ben visibili le macchie di sangue, altre accanto alle casse. A disarmare l’uomo è stato Massimo Tarantino, ex calciatore di Inter, Napoli e Bologna.

L’aggressore è stato poi bloccato dai Carabinieri della Compagnia di Corsico. Secondo una prima ricostruzione, il 46enne – incensurato, in cura da un anno per una forte crisi depressiva – è entrato nel centro commerciale, ha preso un coltello dagli scaffali e, prima di essere fermato, ha cominciato a colpire le prime persone nelle vicinanze. I feriti – tre sono gravi – sono stati trasportati in ospedale con l’elisoccorso. È morta una delle persone accoltellate. Si tratta di un dipendente dell’ipermercato Carrefour, Luis Fernando Ruggieri, 30enne di origini boliviane, che è deceduto durante il trasporto all’Humanitas di Rozzano. L’uomo era stato soccorso in arresto cardiaco. Carrefour Italia ha espresso la sua vicinanza a dipendenti e clienti coinvolti nell’aggressione, oltre che alle loro famiglie, e ha fatto sapere che è stato attivato un servizio di supporto psicologico per tutte le persone coinvolte. Il Carrefour di Assago venerdì 28 ottobre 2022 resterà chiuso in segno di lutto.
Un 40enne è stato ricoverato in codice rosso al Policlinico, una donna di 81anni, in condizioni molto gravi, al Fatebenefratelli. Una 72enne, invece, si trova al San Gerardo di Monza. Pablo Mari, difensore del Monza, raggiunto da un fendente, è tra le vittime dell’aggressione. L’atleta, secondo quanto riporta l’ANSA, è stato trasportato all’ospedale Niguarda di Milano dove sta per essere raggiunto dall’amministratore delegato della società, Adriano Galliani, e dal tecnico, Raffaele Palladino. Il giocatore, acquistato in prestito dall’Arsenal, è cosciente e non sarebbe in gravi condizioni.

“Ciao Pablo, siamo tutti qui vicino a te e alla tua famiglia, ti vogliamo bene, continua a lottare, sei un guerriero e guarirai presto“. E’ il messaggio di sostegno, a nome di tutta la società, di Adriano Galliani. L’amministratore delegato ha quindi fornito dettagli su quanto accaduto a Pablo Mari. “Lui aveva il bambino nel carrello e la moglie di fianco – ha spiegato ai giornalisti -. Ha detto di non essersi accorto di nulla, ha sentito come un fortissimo crampo alla schiena ma invece era il coltello. Lui ha visto questa persona che ha accoltellato alla gola una persona, ha visto tutto quello che è successo. Ha ferite alla schiena e alla bocca, forse ha avuto una colluttazione. Ha dei muscoli lesionati. Non è in pericolo di vita. Lui è lucido, io sono entrato con Palladino. Pablo è troppo forte, ha una forza incredibile”.
Il caso è affidato al pubblico ministero Paolo Storari. Nelle prossime ore il magistrato, che si è recato sul luogo in cui è avvenuta l’aggressione, interrogherà il 46enne, che si trova negli uffici del comando provinciale di Milano in via della Moscova, qualora riuscisse a ritrovare la lucidità sufficiente.
Gli investigatori hanno accertato che il 46enne lo scorso 18 ottobre era stato ricoverato in psichiatria dopo essersi ferito da solo colpendosi con dei pugni alla testa. L’uomo ora si trova piantonato in un ospedale psichiatrico.
“Una serata amara quella di oggi per la Lombardia per quanto accaduto al Centro Commerciale Milanofiori di Assago. L’abbraccio forte di tutti lombardi giunga alla famiglia del dipendente del supermercato che purtroppo ha perso la vita in seguito alle ferite inflittegli durante l’agguato“, ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. “Sto seguendo costantemente gli aggiornamenti sulle condizioni degli altri feriti – ha aggiunto il governatore lombardo – che fortunatamente non sembrano in pericolo di vita. Mi auguro che gli inquirenti facciano rapidamente luce su quanto accaduto. Ringrazio tutti coloro, dipendenti, clienti, forze dell’ordine e sanitari che sono intervenuti per bloccare l’aggressore”.


