Il sindaco di Sesto San Giovanni nei giorni scorsi con un post su Facebook aveva manifestato preoccupazione per l’aumento delle bollette a carico del Comune. Il primo cittadino aveva fatto sapere che “si è registrato un aumento di oltre 1,4 milioni di euro, pari a +65% rispetto allo scorso semestre. Un totale di 3.561.341 euro”. “Faremo in modo – aveva spiegato – di trovare le coperture economiche senza tagliare i fondi per i servizi e le famiglie”. Infine l’appello: “I sindaci fanno la loro parte, ma se il governo non interverrà, molti Comuni italiani saranno costretti a dichiarare il dissesto”.
Sull’argomento è intervenuta la segreteria sestese di Azione, coordinata da Massimiliano Rosignoli, che sui social ha avanzato una proposta contro il ‘caro energia’.
“La situazione riguarda tutti i comuni italiani, ed è comprensibile trovarsi sorpresi dall’entità di tali aumenti – ha sottolineato Azione -. Quello che ci risulta meno comprensibile, è il fatto che il sindaco faccia appello al Governo che il suo partito ha contribuito a far cadere (pur facendone parte), e vede il suo vicesegretario Giancarlo Giorgetti ministro al MISE, che ha in gestione le funzioni in materie energetiche. Ma a parte lamentarsi ed utilizzare risorse destinate ad altri capitoli di spesa, cosa avrebbe potuto fare Sesto San Giovanni e cosa potrebbe fare per il proprio futuro?”.
“Durante le scorse Amministrative, con lungimiranza avevamo dato attenzione, nel programma elettorale di Sesto Liberale e Democratica, alle problematiche di autonomia energetica – ha proseguito il partito -. Sfruttando il patrimonio immobiliare del Comune di Sesto San Giovanni, sarebbe possibile generare energia per più di 50.000 Kwp (sono tantissimi, ad esempio sarebbe possibile coprire l’intero fabbisogno dell’ente, oppure i consumi di 5000 utenze elettriche. Avevamo inoltre parlato della creazione di comunità energetiche, così come previsto dal DL 162/2019, che consentono di ottimizzare al meglio la gestione dei consumi”.
“Un investimento che avrebbe tempi di rientro di 3-4 anni, gestibile anche con strumenti di project financing, si andrebbe ad abbattere, se non ad annullare, le bollette energetiche del Comune – ha concluso Azione -. Inoltre, credendo fortemente nella rivoluzione energetica (quella vera, non quella dei no a tutto), pensiamo che la P.A. debba essere un esempio virtuoso per il cittadino. Invitiamo quindi il sig. Sindaco, prima di chiedere l’intervento del Governo (di cui fa parte il suo partito, ricordiamolo ancora!) a preoccuparsi di ciò che può fare la Giunta che lui presiede”.


