Abitavano insieme nell’appartamento di via Saint Denis ma si ignoravano. Così i vicini di casa di Gianluca e Antonio Loprete, assassino e vittima dell’omicidio andato in scena ieri mattina a Sesto San Giovanni, parlano del rapporto tra padre e figlio. Il ragazzo 19enne, che ha abbandonato gli studi, viveva con il 58enne, ex direttore di banca, laureato all’Università Bocconi di Milano con il massimo dei voti, separato dalla moglie, una donna originaria dell’Ecuador e residente a Bolzano. I Carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni hanno trovato l’abitazione sporca e in pessime condizioni igieniche. Secondo quanto emerso, Antonio Loprete da qualche tempo soffriva di depressione, probabilmente dovuta alla relazione col figlio. Il 19enne – da tempo in cura al centro psicosociale di Sesto San Giovanni (l’ultima visita risale allo scorso marzo) – non era mai stato violento, anche se nell’ultimo periodo era diventato “ombroso”. Non salutava i vicini e la convivenza condominiale era diventata difficile. Non di rado, anche durante il periodo del lockdown, organizzava in casa festini invitando numerosi amici. Questo comportamento aveva fatto scattare le proteste da parte dei residenti della palazzina di via Saint Denis. Resta da capire il movente dell’omicidio. “Correte, ho ucciso mio padre”, ha riferito Gianluca Loprete al telefono, intorno alle 9 di ieri mattina, ai soccorritori per avvisarli di quanto accaduto. Quando i Carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni, guidati dal capitano Antonio Belardo, e i militari del Nucleo Investigativo di Milano sono arrivati nell’appartamento hanno trovato il giovane in stato di shock e il cadavere di Antonio Loprete fatto a pezzi in camera da letto. Il 19enne aveva ancora il coltello tra le mani. Per sezionare il corpo avrebbe utilizzato un’arma da taglio molto più grossa. Il ragazzo è stato interrogato dal pm della Procura di Monza e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Al momento si trova al carcere di Monza ed è accusato di omicidio e vilipendio di cadavere.


