Martedì 24 maggio, alle ore 18, in piazza Oldrini a Sesto San Giovanni la coalizione Reinventiamo Sesto promuove l’incontro “Verso un nuovo modello di assistenza territoriale”. Saranno presenti: Michele Foggetta, candidato sindaco di centrosinistra; Nerina Dirindin, docente del Politecnico di Torino; Alessandro Nobili, responsabile del Dipartimento di Politiche per la Salute dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Irccs; Sonia Ribera, direttore dei servizi territoriali dell’Ospedale Niguarda e componente del Dipartimento della Salute Metropolitano Partito Democratico; Carlo Borghetti, vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia; Roberta Scurria, infermiera di famiglia e comunità. Il dibattito verrà moderato dalla giornalista del quotidiano Il Giorno Laura Lana. Interverranno anche don Virginio Colmegna, presidente dell’Associazione Prima la Comunità, e Raffaella Polverino, candidata al Consiglio comunale del Movimento 5 Stelle.
«Il Ministero della Salute ha destinato 8 miliardi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per potenziare l’assistenza sociosanitaria territoriale in tutte le Regioni – si legge in una nota -. Infatti, durante la pandemia, medico di medicina generale e ospedale non sono stati sufficienti per dare risposte adeguate ad una popolazione sempre più anziana, fragile e con più patologie. È stata approvata una delega per l’emanazione di un decreto ministeriale che prevede modelli e standard per l’apertura, in tutte le Regioni, di nuovi servizi. In Lombardia con i fondi messi a disposizione dal Ministero della Salute saranno aperte 216 Case della Comunità, 71 Ospedali di Comunità, 104 Centrali Operative Territoriali».
«A Sesto, per la realizzazione della Casa della Comunità locale, l’Amministrazione comunale, insieme all’Ats, ha individuato lo stabile di via Oslavia, 1 nella zona della città più vicina a Milano – prosegue la nota – . Le Case della Comunità sono il luogo fisico, di prossimità e di facile individuazione al quale l’assistito può accedere per poter entrare in contatto con il servizio sanitario, per rispondere a bisogni sanitari e socio-sanitari e dove si dovrebbe realizzare il raccordo e la collaborazione con gli enti locali».
«Le Case di Comunità promuovono un modello di intervento integrato e multidisciplinare, in qualità di sede privilegiata per la progettazione e l’erogazione di interventi sanitari e di integrazione sociale – conclude la nota -. Il Pnrr prevede la realizzazione di almeno 1.350 Case della Comunità su tutto il territorio nazionale, in coerenza con lo standard ottimale previsto dalla Riforma di una Casa della Comunità Hub ogni 40.000-50.000 abitanti».


