Sesto San Giovanni è scesa in piazza per dire no alla guerra in Ucraina. Nella serata di ieri, mercoledì 2 marzo, si è svolto un corteo organizzato da varie associazioni locali per protestare contro il conflitto che è in corso nel paese dell’Europa orientale. La manifestazione, che ha registrato una numerosa partecipazione, è iniziata alle 18 in piazza della Resistenza, davanti al Palazzo del Comune, con un momento di raccoglimento per le vittime delle ostilità e con i discorsi di alcuni promotori dell’iniziativa. “Noi ripudiamo la guerra. I problemi tra i popoli non si possono risolvere in questo modo. Dobbiamo intraprendere un lungo cammino per instaurare la pace, i conflitti locali possono espandersi e bisogna intraprendere una via di collaborazione tra i popoli”, questo il significato degli interventi iniziali della manifestazione.

In seguito il corteo si è mosso lungo le vie del centro cittadino e i partecipanti hanno sfilato dietro striscioni e hanno sventolato le bandiere della pace, dell’Ucraina e di alcuni gruppi promotori dell’iniziativa. Erano presenti diversi cittadini di nazionalità ucraina residenti a Sesto San Giovanni, oltre che gruppi di docenti e di studenti degli istituti scolastici Forlanini e Casiraghi. I manifestanti hanno inoltre percorso una tappa intermedia davanti alla sede degli scout di via Cavour, in cui sono intervenuti i membri di altre associazioni.

Assieme ai discorsi ci sono stati l’alzabandiera della pace e la lettura della preghiera di San Francesco da parte degli scout. Una cittadina ucraina ha intonato il canto di pace “Se io sapessi ricamare” nella sua lingua. Da via Cavour il corteo si è spostato verso il Cippo dei Partigiani in via Garibaldi, dove si sono svolti i discorsi finali della manifestazione. Tra gli interventi da segnalare c’è stato quello di China, l’imam del Centro Culturale Islamico di Sesto.

“Bisogna trovare accordi tra le persone per evitare che scoppino le guerre – ha riferito il religioso -. E inoltre bisogna ricordare che anche in altri parti del mondo si stanno svolgendo conflitti armati come la Siria”.

“Bisogna intraprendere un cammino di pace, seguendo il significato dell’articolo 11 della Costituzione italiana in cui c’è scritto che l’Italia ripudia la guerra”, questo è stato il messaggio lanciato dagli altri oratori che sono intervenuti davanti al monumento dei combattenti della Resistenza.

Al termine della manifestazione si è svolta una veglia alla Basilica di Santo Stefano, in Piazza Petazzi: ieri era il giorno del digiuno, proclamato da Papa Francesco, contro la guerra.
Davide Bartolucci


