A Sesto San Giovanni non si placa la polemica riguardante gli aumenti di stipendio da parte del sindaco, degli assessori della Giunta municipale e del presidente del Consiglio comunale. Prosegue lo scontro tra maggioranza ed opposizione. Dopo Movimento 5 Stelle e Partito Democratico, si inserisce nel dibattito la lista civica dei Giovani Sestesi che, a colpi di manifesti affissi per le vie della città, attacca l’Amministrazione comunale. “Li tartassano con le tasse, poi si aumentano lo stipendio – si legge sui cartelloni -. Nonostante la crisi, il 31 dicembre Roberto Di Stefano e la sua Giunta si sono aumentati lo stipendio”.
Scrive il gruppo politico guidato da Paolo Vino in un comunicato inviato alla stampa: “Abbiamo fatto affiggere a Sesto manifesti per informare i cittadini che i loro soldi sono stati utilizzati dal sindaco, da tutta la sua Giunta e dal presidente del Consiglio comunale per aumentarsi gli stipendi. Gli atti parlano chiaro e la determina di Giunta del 31 dicembre 2021 non lascia spazio a dubbi. Tutto legittimo, intendiamoci, ma totalmente inopportuno”.

Immediata la replica della maggioranza. A rispondere alle accuse nello specifico è l’assessore comunale alle Politiche del Lavoro Davide Coccetti che su Facebook scrive: “Ancora una fake news da parte dell’opposizione sestese che, anzichè spiegare alla cittadinanza come e con quali artifizi hanno generato 26 milioni di buco di bilancio, affiggono manifesti spregevoli e tendenziosi contro coloro che hanno ripianato le casse del Comune, lasciate vuote proprio dalla sinistra. Nessuno si è aumentato lo stipendio in modo arbitrario e utilizzando i soldi del Municipio”.
“Tale situazione – spiega Coccetti – è frutto della Legge di Bilancio dello Stato 2022, emanata dal Parlamento, che prevede un adeguamento degli indennizzi a favore di tutti i sindaci d’Italia, i loro assessori e i presidenti dei Consigli comunali. Tali adeguamenti sono corrisposti dallo Stato e stabiliti dalla Legge, con scaglioni determinati in proporzione al numero di abitanti e senza gravare nelle casse dei Comuni stessi. Il Parlamento ha ritenuto opportuno aggiornare i compensi degli amministratori degli enti locali, stabiliti nel 2020 e ridotti del 10% nel 2006. E’ un palese tentativo di strumentalizzare la situazione con notizie diffamatorie e cialtronerie di ogni genere”.
Concludono il loro intervento i Giovani Sestesi: “Ricordiamo all’assessore che, qualora non lo sapesse, noi non abbiamo mai governato la città, almeno non ancora. Quindi non abbiamo creato nessun buco di bilancio”.


