Con l’avvicinarsi delle prossime elezioni comunali, la segreteria di Italia Viva di Sesto San Giovanni, coordinata da Giovanni Gruppo e da Rossana Cavazzana, attraverso un comunicato inviato alla stampa, ha annunciato di essere al lavoro per costruire un’alternativa di governo della città. L’obiettivo – viene spiegato – è “realizzare un polo centrale, civico e riformista”. Italia Viva infine ha criticato il progetto di riqualificazione di piazza Petazzi e le modalità di gestione da parte della Giunta degli altri interventi urbanistici in corso a Sesto San Giovanni.
Scrive Italia Viva: “A circa tre mesi dalle elezioni, a Sesto San Giovanni la Giunta Di Stefano entra in campagna elettorale con l’annuncio, corredato da un rendering, di alcuni interventi urbanistici, tra cui il restyling di piazza Petazzi. Annuncio che ci auguriamo sia solo un rendering ad uso elettorale e niente di più. Perché Sesto ha bisogno d’altro, non di sperpero di denaro pubblico con scoordinati cantieri sparsi per la città per interventi spot, ma di un progetto coerente e unitario, per connettere la Sesto costruita con quella che verrà. Sesto ha bisogno di progetti dedicati al miglioramento della qualità della vita dei cittadini, che fungano da volano per il rilancio del commercio di vicinato e per attrarre attività produttive. Progetti mirati, da condividere con i cittadini, quartiere per quartiere. Per essere concreti, in piazza Petazzi ad esempio non serve un costoso abbellimento conservativo ma una nuova idea di piazza inserita nell’area adiacente, realizzabile intervenendo sulla viabilità e ampliando l’area pedonale. Il sindaco Di Stefano entra in campagna elettorale con la reale anticipazione dei compensi a beneficio della sua Giunta e con l’inadeguata, e speriamo virtuale, idea di urbanistica. Italia Viva di Sesto San Giovanni sta lavorando a un’alternativa di governo della città, per costruire un polo centrale, civico e riformista. Una proposta alternativa sia al degrado lasciato da questa Giunta sia all’inadeguatezza di quelle precedenti. Ci riusciremo se tutti i soggetti in campo sapranno rinunciare a personalismi nell’interesse del bene comune: la nostra città“.


