E’ notizia di questi giorni la chiusura, fino a data da destinarsi, del reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale di Sesto San Giovanni. La decisione di Regione Lombardia deriva dalla necessità di spostare, a causa dell’aumento dei ricoveri, il personale medico e infermieristico nella Terapia Intensiva dell’Ospedale in Fiera a Milano. Asst Nord Milano, azienda sanitaria che gestisce il nosocomio di Sesto San Giovanni, ha spiegato che per i ricoveri urgenti e gli interventi complessi i cittadini verranno accolti al Bassini di Cinisello Balsamo. L’azienda ha inoltre specificato che nella struttura di viale Matteotti resteranno gli anestesisti i quali garantiranno la continuità assistenziale e un pronto intervento nei casi più gravi. In ogni caso questo declassamento dell’ospedale non è stato ben accolto dai sestesi che si sono lamentati della grave perdita, seppur momentanea, di un’attività fondamentale per il buon funzionamento di una struttura situata in una città che conta oltre 80mila abitanti. “Il nostro nosocomio continua a perdere pezzi, nel silenzio – hanno sottolineato alcuni comitati -. In questi anni è stato chiuso il reparto di Cardiologia e gli altri reparti dispongono di personale medico e paramedico insufficiente già da molto tempo. Non basta fare le vaccinazioni di notte per garantire al territorio e ai suoi cittadini il futuro dell’ospedale”.
Sulla questione oggi è intervenuto anche Paolo Vino, consigliere comunale dei Giovani Sestesi, che ha rimarcato l’importanza di mantenere la piena funzionalità del reparto di Terapia Intensiva all’interno dell’Ospedale.
Scrive in una nota Vino: “Apprendere dai giornali dello smantellamento del reparto di Cardiologia e di Terapia Intensiva dell’Ospedale di Sesto San Giovanni è stato per me un vero trauma. Ho ringraziato personalmente tutti gli operatori di quel reparto che nel 2009, a seguito di un infarto, mi hanno seguito e aiutato in modo tanto professionale quanto umano in un momento molto difficile. Trovo assurdo che una città come Sesto perda un’eccellenza come questa e mi chiedo quali azioni la politica sestese, e più precisamente il sindaco Roberto Di Stefano, abbia messo in atto o intende mettere in atto affinché questo reparto ritorni a funzionare e più efficiente di prima. Un’Amministrazione seria non si può limitare a scaricare la responsabilità su Regione Lombardia. Eppure al momento sembra proprio così“.


