L’Unione Inquilini di Sesto San Giovanni ha organizzato un nuovo presidio per chiedere il rinvio dello sfratto nei confronti della famiglia del signor M.A, composta da quattro persone (due sono minori), dalla casa in sub affitto nella quale abita in attesa dell’assegnazione di un alloggio popolare. L’appuntamento è per giovedì 9 dicembre alle ore 9 davanti alla casa della famiglia in questione, situata in via Levi 22 a Sesto San Giovanni.
“Il nucleo familiare – spiega la sigla sindacale – ha sempre avuto i requisiti per l’assegnazione di un alloggio a canone sociale ma prima non c’era la disponibilità immediata di un’abitazione pubblica. Poi, con l’arrivo della nuova Giunta, la famiglia, anche se era in posizione utile in graduatoria, non ha avuto l’assegnazione perché è stata esclusa per l’impossibilità di produrre il certificato sulle proprietà all’estero”. “L’accanimento dell’Amministrazione – prosegue L’Unione Inquilini – contro la famiglia non si è limitato all’esclusione dalla graduatoria per le assegnazioni. L’assessorato alla Casa dell’attuale Giunta ha unilateralmente disdettato il contratto in essere due anni prima della scadenza naturale”.
“La sospensione delle esecuzioni degli sfratti- riferisce l’Unione Inquilini – ci ha portato alla situazione attuale che vede la famiglia in questione nell’impossibilità di: trovare un affitto sul libero mercato perché il signor M.A. fino al 2020 aveva un reddito molto basso e dal gennaio di quest’anno è disoccupato e percepisce solo la Naspi; avere in assegnazione un alloggio popolare con la graduatoria del primo semestre 2021 perché gli alloggi messi in assegnazione sono stati molto pochi, nonostante siano 100 quelli vuoti e assegnabili; avere un alloggio con il bando del secondo semestre 2021 perché l’Amministrazione lo ha rimandato a gennaio e si rifiuta di continuare le assegnazioni sugli alloggi che si sono resi disponibili nel frattempo, nonostante il Regolamento Regionale preveda esplicitamente questa possibilità”. “Le irregolarità commesse da questa Giunta – sostiene ancora il sindacato – sono molte: non ha individuato e non ha messo a disposizione il patrimonio abitativo temporaneo (alloggi Sat); non ha dato seguito alle sentenze contro le discriminazioni del Tribunale, ha tolto la residenza a molte famiglie escludendole dai diritti fondamentali e l’ha ripristinata solo in seguito all’ordine del Prefetto; non ha messo a bando tutte le case pubbliche vuote che, tra l’altro, secondo la normativa, possono essere assegnate anche nello stato di sfratto; non ha fornito alla Prefettura gli elenchi degli inquilini che si trovano in morosità incolpevole”. L’Unione Inquilini infine annuncia: “Stiamo preparando una querela nei confronti del sindaco per omissione di atti d’ufficio”. “Nel frattempo – conclude il sindacato – chiediamo al prefetto la sospensione della forza pubblica degli sfratti fino all’applicazione da parte del Comune delle norme vigenti in tema di diritto della casa”.
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