“Non penso a tutta la miseria, ma alla bellezza che rimane ancora” (Anna Frank). E sabato 13 novembre, al Teatro Franco Parenti di via Pier Lombardo 14 a Milano, si esibirà dal vivo la KlezParade Orchestra. La serata prevede un concerto di musica Klezmer, in cui spiritualità e gioia, allegria e malinconia, senso di incertezza e salvifica ironia si condensano in un repertorio creato da uomini e donne la cui vita è stata per secoli sospesa fra cielo e terra, fra l’eternità del Libro e il radicamento nel quotidiano, fra le certezze della fede e l’incertezza di una vita sempre in bilico. Ed è questo il motivo per cui alcune musiche ebraiche toccano in profondità ogni tipo di pubblico, anche quando sono apparentemente leggere. Ci raccontano una condizione umana che è di tutti noi: se siamo precari come violinisti sul tetto, l’unica via è volare con le note.E dell’antica musica ebraica, non ci sono pervenuti né esempi di melodie notate, né opere di teoria musicale; gli unici reperti sono costituiti da pochi strumenti musicali rinvenuti nel corso di scavi archeologici in Palestina, Mesopotamia (Ur) ed Egitto.
Rispetto a Babilonia ed Egitto, Israele non conobbe musici e danzatori professionisti: la musica suonata, cantata e danzata era patrimonio di tutti. Conformemente al divieto ebraico di produrre immagini, manca totalmente la documentazione iconografica disponibile, per esempio, attraverso il complesso di pitture vascolari e tombali tipiche di Babilonia e dell’Egitto. Le testimonianze più importanti, sebbene disorganiche, sono offerte dalla Bibbia, che menziona diverse pratiche di culto connesse alla musica e alla danza e contiene veri e propri canti (Cantica del Mar Rosso, Esodo 15,1 e seguenti; Lamento di Davide, II Samuele 1,19-27; Canto di Debora, Giudici 5 e altri; Salmi). Gli strumenti più frequentemente nominati nella Bibbia sono il kinnor, lira trapezoidale, e il nebel, arpa arcuata, entrambi di origine assira, che divennero i principali strumenti in uso al Tempio di Gerusalemme durante il periodo dei Re, dal 1030 circa a.C. È questa l’epoca d’oro della musica ebraica, sotto Davide (re dal 1004 circa al 966 a.C.) e suo figlio Salomone (966-926 a.C.). Il culto, ormai centralizzato al Tempio di Gerusalemme, era solennizzato da esecuzioni vocali, affidate a grandiosi complessi corali e strumentali. Il Talmud riporta, come strumentazione tipica, un gruppo di 12 strumenti: 9 lire, 2 arpe e un cimbalo. L’organizzazione era rigorosa; l’istruzione dei musicisti avveniva nell’acccademia annessa al Tempio e la tradizione musicale si tramandava all’interno delle famiglie levitiche, assicurando così la continuità. E l’elemento musicale è inscindibile dalla preghiera ebraica, ma anche dalla lettura e dallo studio dei testi sacri. E si è sviluppato in due forme primarie: la salmodia e la cantillazione nella lettura biblica.
KlezParade Orchestra è un’esperienza musicale nata nel 2020, riunendo tanti musicisti che alla musica ebraica hanno dedicato passione e ricerca; ed è uno spazio di improvvisazione collettiva grazie alla grande esperienza dei suoi componenti e alla gioia che anima l’ensemble.


