Una brutta storia che non avremmo voluto scrivere, tra rigurgiti d’odio, inesattezze storiche e dichiarazioni avventate. Ecco i fatti: tutto nasce pochi giorni fa da una segnalazione su Facebook dell’associazione “Sesto Vivace”, nella quale si chiedeva “All’Amministrazione Comunale di rimuovere immediatamente questa porcheria senza se e senza ma”. Siamo in via Campari, la scritta è eloquente: “Negozio ebreo”.
Apriti cielo. Tra i primi a reagire, il deputato del PD, Emanuele Fiano, che sempre su FB scrive: “Negozio di ebrei. No comment. Rimuovere”. La rimozione è avvenuta proprio in questi giorni ad opera dell’Amministrazione Comunale sesetse, come si può vedere nelle immagini pubblicate. A darne notizia, l’assessore Antonio Lamiranda, che però sempre dalle colonne di Facebook fa alcune precisazioni, togliendosi più di un sassolino dalla scarpa: “Le prime foto ritraggono la scritta oltraggiosa, le ultime la rimozione fatta ad opera dell’amministrazione Di Stefano. Unico appunto: la ‘sensibilità’ al problema antisemitismo urlata, in questi giorni, dalla sinistra sestese stride con la scritta lasciata per ben 10 anni dalla giunta Oldrini-Di Leva e dalla Giunta Chittò (google street view non perdona!). A chi si era già eletto paladino ricordo, sommessamente, che una delle prime proposte portate in giunta, come assessore con delega alla toponomastica, è stata quella di intitolare una via ad Anna Frank (anche di questo la sinistra per oltre settanta anni si era dimenticata). Oggi scopriamo che questa scritta vergognosa capeggiava in città da ben oltre dieci anni. C’è chi parla e non fa nulla e chi sta in silenzio e parla con i fatti”. Per la serie: attenzione alle “fake news”…


