“Alla Pro Sesto? Tornerei di corsa. Anzi, vista la mia passione, in bicicletta”. E’ sempre svelto e reattivo Antonio Sala, allenatore che – dal 2007 al 2009 in Serie C1- ha guidato la Pro Sesto portandola a disputare quella che è stata la stagione calcistica più esaltante della storia biancoceleste nel dopoguerra. Il saronnese Antonio Sala, da qualche anno, per una scelta di carattere personale che non può portarlo lontano da casa, ha deciso di vivere il calcio in veste di opinionista televisivo.
“Ma – puntualizza Sala – seguo sempre la Pro Sesto. Purtroppo la stagione non è iniziata nel modo giusto, guai però ad abbattersi. Bisogna sempre pensare positivo ed essere propositivi. Come è stato il mio calcio. Pressing e attacco, che non vuol dire essere sconsiderati. In tv ho visto giovani come il figlio del mio amico Lucarelli o Brentan che mi hanno fatto un’ottima impressione. Poi c’è gente come il capitano Scapuzzi o Gualdi che non scopro certo io. Colleghi e calciatori, con i quali intrattengo sempre rapporti di amicizia, mi dicono che la proprietà e la struttura societaria sono molto solide e organizzatissime”.
Restando sul tema tecnico-tattico, Antonio Sala è considerato uno dei ‘profeti’ del 4-3-3 in Italia. “E’ vero – ricorda Sala – i ‘miei’ Castel di Sangro e il mio Siena hanno fatto scuola, resta il rammarico di non aver sfruttato al meglio la chance avuta nel grandissimo calcio a Cagliari con Cellino”.
E poi la Pro Sesto, i tifosi hanno ancora nel cuore le imprese targate Foggia e Padova? “Beh – ricorda il tecnico di Saronno – abbiamo messo in riga autentici squadroni con un calcio davvero divertente. E consacrato ‘baby’ talenti come Laner, Maah, Lambrughi, solo per fare qualche nome. Il mix tra giovani ed esperti, e cito su tutti Boisfer, è sempre stata la mia forza. La mia filosofia”.
A questo punto la domanda sorge spontanea, tornerebbe in panchina per dare una mano alla Pro Sesto… “Subito, anche domani. Con Stefano Di Gioia faremmo una coppia perfetta. Perché entrambi conosciamo bene l’ambiente e abbiamo la Pro Sesto nel cuore. Per me sarebbe un rientro estemporaneo, all’insegna dell’entusiasmo e della gratitudine verso un club, dei tifosi e una città a cui sarò sempre grato”.


