Il Consiglio Comunale ha bocciato la mozione che chiedeva di conferire la cittadinanza onoraria a Liliana Segre, senatrice e deportata a 13 anni nei campi di sterminio tedeschi. La manifestazione di intenti era stata presentata dal Movimento Cinque stelle e accolta da tutta l’opposizione. La maggioranza, invece, ha ritenuto di votare contro, come già avvenuta nelle altre città guidate dal centro destra. Il sindaco Roberto Di Stefano, come riportato dai maggiori organi di stampa, avrebbe motivato il diniego con il fatto che “Liliana Segre non ha a che fare con la storia della nostra città e darle la cittadinanza sarebbe svilente”. Una vera e propria “strumentalizzazione politica”. Il sindaco ha informato poi che inviterà personalmente Liliana Segre a Sesto San Giovanni il prossimo 27 gennaio. Insorgono le opposizioni sestesi. Su tutti, il Pd, che in un comunicato sostiene che “Asserire che Liliana Segre non ha alcun legame con Sesto San Giovanni è ridicolo. La senatrice è iscritta all’Aned, associazione degli ex deportati attiva sul nostro territorio dagli anni Cinquanta. La nostra città è stata insignita orgogliosamente della Medaglia d’Oro alla Resistenza e che la Resistenza non abbia nulla a che fare con la deportazione e con la dittatura nazifascista che imprigionò la senatrice ad Auschwitz è un azzardo troppo ardito anche per il nostro sindaco”. “A questo punto ci viene quasi da dire: ‘Senatrice, dovessero invitarla, lasci perdere. Il sindaco Roberto Di Stefano dice che qui lei è un’estranea”, concludono i rappresentanti del Pd sestese.


