Il corriere vittima di una rapina a mano armata da parte di tre persone lo scorso maggio a Paderno Dugnano era in realtà un complice. E’ quanto accertato dai Carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni nelle indagini riguardanti un episodio che vede come protagonisti cinque italiani, residenti a Lainate, Rho, Caronno Pertusella (Varese) e Desio (Monza e Brianza), pregiudicati per reati contro il patrimonio, ritenuti responsabili a vario titolo di sequestro di persona, rapina a mano armata e ricettazione.
All’epoca dei fatti il corriere, dopo aver prelevato un rimorchio con autoarticolato in provincia di Bergamo, era stato obbligato a fermare la marcia dall’intervento di un suv arancione all’altezza dello svincolo autostradale in direzione Milano. Nell’occasione, mentre uno dei malviventi, armato di pistola, era salito a bordo, altri due complici avevano condotto la vittima fino a Cinisello Balsamo, in una strada nelle adiacenze di viale Fulvio Testi, al confine con Sesto San Giovanni, dove avevano staccato il rimorchio caricandolo su un altro autoarticolato. L’autotrasportatore era stato abbandonato dai malfattori a Paderno Dugnano. A rintracciarlo era stata una pattuglia dei Carabinieri, grazie all’allarme lanciato ai militari da alcuni cittadini che si erano accorti delle richieste di aiuto della vittima.
Dalle indagini è però emerso che quanto avvenuto lo scorso maggio era stata in realtà una messa in scena. Il corriere era complice della banda che lo aveva rapinato e anche lui ha beneficiato di una parte della merce rubata. I carabinieri hanno accertato che l’autista era in contatto non diretto da 5 anni con i malviventi: un parente faceva da tramite. A tradire l’uomo sono stati gli interrogatori successivi agli arresti che hanno dimostrato la sua non estraneità ai fatti. A questo punto nei confronti delle persone arrestate decadono le accuse di rapina, di porto d’arma e di sequestro di persona. Dovranno però rispondere del reato di furto aggravato in concorso, così come l’autista. Per un componente della banda resta ancora valida l’accusa di ricettazione.


