I Carabinieri della Compagnia di Sesto San Giovanni lo scorso lunedì pomeriggio hanno arrestato due giovani di 18 e 19 anni, italiani, incensurati, residenti rispettivamente a Pioltello e Settala, in quanto ritenuti gli autori di un raid messo a segno ai danni di un ragazzo di 19 anni residente a Cologno Monzese.
I due giovani, con il volto coperto da un passamontagna, si sono recati, insieme ad un terzo complice non identificato, davanti all’abitazione del 19enne esplodendo diversi colpi di pistola, una calibro 6,35, contro la porta blindata in legno. Per fortuna nessuna delle persone presenti nell’appartamento è rimasta ferita. Oltre al 19enne, il quale aveva creato una sorta di barriera con i mobili per evitare che i due malviventi sfondassero la porta, in casa c’era anche il nipote di 9 anni.
Ad avvisare i Carabinieri dell’accaduto sono stati alcuni vicini di casa della vittima che hanno sentito provenire dalla sua abitazione alcuni colpi di pistola accompagnati da urla. Portata a termine la spedizione punitiva, il gruppo di giovani si è dato alla fuga. Il tutto è avvenuto intorno alle 16.30. I testimoni dell’evento hanno riferito ai militari di aver visto allontanarsi tre persone con indosso dei passamontagna.

Interrogato dai militari, il 19enne vittima del raid in maniera poco convincente ha raccontato che dietro al blitz si nascondeva un movente passionale: una vendetta amorosa da parte della sua ex fidanzata, una ragazza di 16 anni residente a Vignate.
Analizzando il profilo Instagram e ascoltando i messaggi vocali inviati alla giovane, i Carabinieri sono risaliti ad alcuni audio in cui il 18enne di Pioltello si vantava di aver sparato contro la porta del 19enne di Cologno confermando dunque la sua implicazione nella spedizione punitiva. “Gli ho già sparato sulla porta, non ci metto nulla a sparargli in testa – si sente dire in uno degli audio -. Vado a comprare la benzina e gli do fuoco”.
Attraverso il profilo della giovane – con nome falso ma foto reali – gli investigatori sono risaliti al 18enne di Pioltello che si fa chiamare “O’ Track”, in onore del personaggio di Gomorra. Alla vista dei militari, il malvivente si è dapprima disfatto di due coltelli a serramanico lanciandoli giù dal terzo piano del palazzo in cui risiede. Dopodiché l’attenzione dei Carabinieri è caduta su un borsello blu, compatibile con quello che la vittima del raid aveva notato sbirciando dall’occhiello della porta di casa e dentro il quale aveva visto riporre l’arma.
Ma la pistola nel marsupio non c’era. E’ stata poi rinvenuta dai Carabinieri nelle parti comuni di un condominio poco distante dall’abitazione del giovane. Si tratta di una Beretta risultata non registrata. Il 18enne ha detto di averla trovata dentro una fontana di Pioltello. In un primo momento il ragazzo ha negato di aver sparato. Poi ha cambiato versione: “Il colpo mi è partito per sbaglio”, ha riferito ai militari.
Qualche ora dopo i Carabinieri hanno rintracciato in un campo sportivo di Vignate anche il 19enne residente a Settala.
La terza persona che era con loro non è stata ancora identificata (avrebbe un ruolo marginale nella vicenda). Secondo quanto ricostruito dai militari della Compagnia di Sesto, guidata dal maggiore Saverio Sica e dal tenente Antonio Belardo, dietro alla spedizione punitiva messa in atto dai tre giovani ci sarebbe un debito di droga.
Il ragazzo di Pioltello è accusato di porto abusivo e detenzione di arma da fuoco e di tentata estorsione. E’ accusato di tentata estorsione anche il 19enne di Settala che si diletta nella trap. Entrambi avrebbero consegnato 3200 euro al ragazzo di Cologno. Quest’ultimo avrebbe dovuto reinvestirli in droga, in particolare hashish e marijuana. La consegna del carico sarebbe dovuta avvenire proprio lunedì scorso.
Ma il colognese si è reso irreperibile. E così nella mente dei tre complici è scaturita l’idea di fargliela pagare. I due ragazzi finiti in manette si trovano agli arresti domiciliari.


